Lo sport come strumento di rinascita, come leva per superare gli ostacoli. L’incontro “La forza sei tu” tenutosi lo scorso 5 dicembre in Cavallerizza a Vigevano è stata occasione per Daila Dameno per raccontare la sua storia ai ragazzi delle scuole di Vigevano.
LA SUA STORIA Atletica paralimpica che ha preso parte ai giochi paralimpici di Parigi 2024 gareggiando nel tiro con l’arco e ricevendo una medaglia di bronzo nella gara a squadre, nel corso della sua carriera Dameno ha imparato a non arrendersi e a rialzarsi sempre, affrontando ogni ostacolo con determinazione. Nel 2004 ha preso parte ai Giochi estivi di Atene, cimentandosi nel nuoto, nello stile libero e farfalla. Due anni dopo prende parte ai Giochi invernali di Torino, nel 2006, durante i quali è riuscita ad ottenere due medaglie: un argento nello slalom speciale e il bronzo nel gigante: «Le dedicai a mio padre, venuto a mancare nel 2004. Se faccio sport è soprattutto merito suo, mi portava sempre con lui quando andava in bicicletta e quando giocava a tennis. Mi ha insegnato l’importanza dell’impegno e del sacrificio. Nel 1999 ebbi un incidente che mi cambiò la vita. Rimasi in carrozzina ma al contempo fu questo episodio a farmi comprendere fino in fondo che con la forza di volontà si può affrontare tutto. Ed è così che ho continuato a fare sport».
L’ARCO IN MANO Dopo un periodo di riflessione, durante il quale ha smesso di praticare nuoto e scii per dedicarsi a se stessa, Daila Dameno capisce di voler iniziare ad applicarsi nel tiro con l’arco:
Lavoravo in una scuola e un mio studente mi parlava molto dell’arco: è iniziato tutto da lì. Mi sono posta due anni fa l’obiettivo di arrivare alle Olimpiadi ed eccomi qui, sono riuscita a raggiungere ciò che mi ero prefissa.
IMPEGNO Per Dameno nello sport, così come nella vita, non posso mancare impegno e coraggio se si vogliono raggiungere risultati importanti: «Nulla accade per caso, solo con la costanza e con la giusta dedizione in ciò che si fa si può arrivare lontani. Con l’arco ho imparato a essere più tranquilla e a credere di più in me stessa. Il tiro con l’arco è uno sport che richiede tanta concentrazione, mi ha insegnato a lavorare sul movimento e a essere concentrata su quello che faccio. Ai giovani continuo a dire di osare, di mettersi in gioco e di non avere mai paura di inseguire i propri sogni. Soprattutto le sconfitte non sono fallimenti, anzi spesso possono rappresentare stimoli di crescita. Si può imparare di più da una sconfitta che da una vittoria».
Edoardo Varese


