«Buonasera amici sportivi e non sportivi»: con il suo inconfondibile marchio di fabbrica, Dan Peterson ha aperto così la serata di martedì al teatro Cagnoni di Vigevano, dedicata all’anteprima del docufilm “Per sempre Numero 1”, un’opera che ripercorre la vita del leggendario coach dell’Illinois dagli esordi nel mondo della palla a spicchi all’esperienza alla guida della nazionale cilena, fino all’approdo in Italia, prima sulla panchina della Virtus Bologna e poi all’Olimpia Milano, dove ha conquistato lo status di icona assoluta del basket europeo.
PRESENTAZIONE Accanto a Peterson sono saliti sul palco anche il presidente della Elachem Vigevano, Marino Spaccasassi, e il sindaco della città ducale, Andrea Ceffa. A loro si sono poi uniti i giornalisti Umberto Zanichelli e Fabio Babetto, che insieme al coach hanno ripercorso alcuni dei momenti più significativi di una carriera entrata di diritto nella storia dello sport. Tra questi, la storica rimonta dell’Olimpia contro l’ARIS Salonicco nella Coppa dei Campioni 1986-87, preludio al Grande Slam conquistato da un gruppo leggendario composto da colossi della pallacanestro come D’Antoni, McAdoo, Meneghin, Gallinari, e Premier. Peterson ha ricordato il silenzio mantenuto per un’intera settimana dopo la pesante sconfitta di 31 punti dell’andata: «Non ci ho dormito la notte – racconta l’ex allenatore di Milano – non ho parlato ai giocatori per l’intera settimana, lasciando carta bianca al mio vice. Ero così avvolto da quanto successo che non ricordo neanche la partita giocata domenica. Ho rotto il silenzio solo prima della partita di ritorno, dicendo ai ragazzi che se avessero voluto recuperare il deficit avrebbero dovuto segnare un punto in più degli avversari ogni minuto. Vinciamo la partita di 34 punti, strappando così il biglietto per il turno successivo, e a fine partita mi si avvicina Bob McAdoo, ex giocatore NBA di 2 metri e 11, che mi colpisce con una pacca sulla spalla, ringraziando per la sicurezza che ho trasmesso alla squadra con il silenzio».
IL BASKET DI OGGI Non sono mancati spunti sul basket contemporaneo, che a giudizio del coach ha perso equilibrio tattico a causa dell’abuso del tiro da tre punti. Peterson ha provocatoriamente suggerito di limitarlo, se non addirittura abolirlo, per recuperare fondamentali ormai trascurati come il palleggio-arresto-tiro.
Bisogna riportare i ragazzi a padroneggiare tecniche che hanno fatto la storia di questo sport
ha affermato, sottolineando come le squadre degli anni ‘80 e ‘90 spazzerebbero via quelle odierne.
Edoardo Zanichelli


