Dopo 11 anni dall’ultima volta la Serie A è tornata a tingersi di rossonero. Contro ogni pronostico, il Milan di Stefano Pioli si aggiudica il diciannovesimo scudetto della sua storia, al termine di un testa a testa con l’Inter campione in carica, durato dalla prima fino all’ultima giornata del campionato più equilibrato ed emozionante che si ricordi. Una festa che di fatto era già iniziata dalla fine del primo tempo di Sassuolo-Milan, con i rossoneri in vantaggio di tre gol. I tifosi del diavolo hanno riempito tutte le più importanti piazze d’Italia, compresa Piazza Sant’Ambrogio. Entusiasmo a mille anche nella bella Vigevano, dove il coro Pioli Is on Fire si è sentito molto bene. Milan ed Inter si daranno appuntamento al prossimo anno, entrambe sono pronte a cucirsi la seconda stella sul petto. La Juventus è rimasta a guardare a distanza il duello tra le due milanesi. Appare chiaro che la Vecchia Signora vorrà tornare a ristabilire la propria egemonia sul nostro campionato a partire dal prossimo anno. Diversi volti noti della realtà locale, hanno voluto commentare l’andamento generale della propria squadra del cuore nella stagione che si è appena conclusa.

1. Il “nuovo inizio” secondo Buttè

L’allenatore del Mortara Calcio, Andrea Buttè

«Il Milan nonostante non fosse la squadra più forte sulla carta, ha dimostrato di essere una grande gruppo e di avere un grande tecnico – evidenzia Andrea Buttè, allenatore del Mortara Calcio – che ha saputo valorizzare al meglio ogni elemento della propria rosa. Sono stati molto bravi anche Maldini e Massara a costruire questo gruppo, prestando attenzione anche all’aspetto finanziario. Darei un 9 se non addirittura un 9,5. Dopo tanti anni, finalmente il Milan è tornato ad essere competitivo. Speriamo che questo scudetto possa rappresentare l’inizio per aprire un nuovo ciclo».

2. Un 8 più che meritato quello dell’Udinese

03 PP Ludovico il Moro Vigevano - Andrea Ceffa
il sindaco di Vigevano Ceffa

«Alla mia squadra assegno un bell’8 in pagella – afferma il primo cittadino di Vigevano, Andrea Ceffa, grandissimo tifoso dell’Udinese – perché ha disputato davvero una stagione memorabile. La società ha investito molto sui giovani provenienti dal proprio vivaio, nell’ultima giornata addirittura ha debuttato Pafundi, un classe 2006. Udogie si è rivelato un giocatore determinante ed incisivo, così come Molina. Deuolofeu ha portato con sé un bagaglio di grande esperienza internazionale. Ci siamo tolti delle belle soddisfazioni e ci siamo divertiti parecchio. Abbiamo delle buone fondamenta da cui ripartire in vista della prossima stagione».

3. Voglia di tornare a vincere in casa Juventus

Il vicesindaco di Vigevano, Antonello Galiani

«La Juventus si merita un 7 – dichiara Antonello Galiani, vicesindaco di Vigevano, con il cuore a strisce bianconere – credo che quest’anno sia stato fatto davvero il massimo. Da tifoso juventino ritengo che la squadra debba essere riassettata, soprattutto dopo l’addio di Cristiano Ronaldo e dopo la quasi ufficiale partenza di Dybala. Le milanesi hanno dimostrato di praticare un calcio migliore del nostro. Mi aspetto che la dirigenza possa mettersi al lavoro in questi mesi di mercato per rinforzare la rosa, soddisfare i propri tifosi e tornare per lo meno a lottare per vincere lo scudetto. Deve essere questo l’obiettivo minimo della prossima stagione».

4. Interisti combattivi, ma non abbastanza

La consigliera Arianna Spissu

«Essere interisti di sinistra significa soffrire fino all’ultimo – ci fa sapere Arianna Spissu, consigliera democratica dal sangue nerazzurro – ci siamo giocati il titolo fino all’ultimo e penso che sia l’Inter sia il Milan si sarebbero meritate lo scudetto in egual modo. Abbiamo commesso degli errori evitabilissimi, su tutti la sconfitta di Bologna, per quanto aver continuato a rinviare quella partita fino a farla disputare a poche settimane dal termine del campionato, abbia influenzato in negativo. La squadra si merita comunque un 8 pieno. Sicuramente ci sono molti aspetti da migliorare in vista del prossimo anno».

5. Puntare sulla primavera del Torino come strategia vincente

Fortunato Moschino, numero uno del CSI Pavia

«Finalmente il presidente ha capito che non serve continuare a cambiare allenatori – spiega Fortunato Moschino, numero uno del CSI Pavia e sostenitore accanito del Torino – Juric ha detto una cosa molto importante, che condivido in pieno. Ha ribadito la necessità di dover puntare sui nostri giocatori, provenienti dal nostro vivaio, e non su elementi in prestito che poi non è possibile valorizzare al meglio. Darei un 8 alla dirigenza, un 7 alla squadra. Siamo arrivati decimi, ma contro le big spesso e volentieri abbiamo perso per errori nostri, prendendo gol negli ultimi minuti di gara. Possiamo puntare all’Europa, ma tutto dipenderà da quando Urbano Cairo vorrà investire sul mercato».

6. Un’Atalanta spenta, ma pronta a riaccendersi

Padre Ringo e Padre John

«Ci eravamo abituati troppo bene nelle stagioni precedenti – è il commento di padre Ringo, anima del convento dei frati cappuccini di Vigevano e, in quanto bergamasco, appassionatissimo della “Dea” come suo fratello John – quest’anno non è stato del tutto deludente, ma senza dubbio in tono minore rispetto a quanto ci aspettavamo a settembre, visto che si arrivava da stagioni dove l’Atalanta era andata alla grande. L’andata è stata buona, poi nel ritorno ci siamo un po’ persi. Si è ritrovato però Muriel, che ha fatto delle belle partite nel finale del campionato. Speriamo in meglio per l’anno prossimo».

Edoardo Varese