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venerdì, Ottobre 23, 2020
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    Addio a Cesare Barbieri, giornalista appassionato

    Cesare Barbieri, 55 anni, apprezzato giornalista professionista vigevanese, se n’è andato dopo un periodo di malattia che, negli ultimi tempi, lo aveva gravemente debilitato. La notizia è arrivata lunedì pomeriggio e ha destato un profondo cordoglio a Vigevano, dove Cesare tornava ancora in molte occasioni ed era molto benvoluto per il suo carattere estroverso, cordiale e diretto.

    Cesare Barbieri con Pirlo
    Barbieri con Andrea Pirlo

    Nella città ducale infatti viveva la famiglia d’origine. Lui si era trasferito a Milano dopo il matrimonio e per un certo periodo ha vissuto con la moglie e il figlio nel capoluogo lombardo, dove lavorava. Appassionato di sport, calcio e basket in particolare, aveva iniziato la sua carriera giornalistica a Radio Pavia, dove si occupava dei notiziari e delle radiocronache degli avvenimenti sportivi e al settimanale Il Lunedì. In provincia di Pavia aveva poi avuto moltissime collaborazioni, anche per giornali nazionali come “L’indipendente” e “Il Giornale”. Preparatissimo in ambito sportivo, lavorava per vari media: dai periodici di settore, alla radio e alla televisione. Interista sfegatato, era un brillante commentatore di calcio, ma non solo. Anche nell’ambito del basket era preparato e apprezzato e, in gioventù, aveva anche giocato con la palla a spicchi anche nelle serie minori.

    Barbieri durante una telecronaca
    Barbieri durante una telecronaca

    A Milano aveva continuato ad occuparsi di calcio per un periodico specializzato e aveva poi avviato delle collaborazioni con alcune televisioni. Dopo il trasferimento da Vigevano a Milano aveva avuto numerose esperienze da telecronista a 7Gold e con emittenti a livello nazionale come Rai, Mediaset e Sky. Era un giornalista a tutto tondo, innamorato del suo lavoro e capace di cogliere la notizia non solo in ambito sportivo.

    Barbieri in tv
    Barbieri durante una “ospitata” televisiva

    Chi lo ha avuto come collega e amico ha potuto apprezzare le sue capacità, il suo modo di fare appassionato e le sue qualità di trascinatore: le sue telecronache avevano una cifra stilistica particolare. Sin da quando compiva i suoi primi passi a Pavia, sapeva raccontare lo sport del territorio in ogni sua sfaccettatura. Anche durante gli inizi della malattia, per un certo periodo, aveva continuato a lavorare con la stessa abnegazione di sempre. Mancherà molto.

    Massimo Sala

    ***

    IL RICORDO DELL’AMICO E COLLEGA

    Caro Cesare ci hai lasciato troppo presto. Non è al giornalista affermato che mi rivolgo ma all’amico di tanti anni. Anche se non posso dimenticare che tu prima di collaborare con Sky sport, Mediaset, Espn Classic, Tim sport, Infront, Lega calcio, iniziasti la tua carriera come me sulle pagine dei quotidiani e sulle frequenze delle radio locali per seguire le nostre amate squadre di calcio e pallacanestro. Fosti anche atleta, un giocatore della compagine giovanile più bella e ricca di talenti del basket cittadino. Come posso dimenticare una serata al Gifra, un prestigioso torneo juniores all’aperto, in cui ti prendesti a gomitate con il varesino Caneva, foste espulsi e tu noncurante delle possibili conseguenze continuasti a battibeccare. Tu ricordavi spesso a tuo figlio Thomas che quella sera fu decisiva per me per intraprendere la carriera di medico. No non ho indossato il camice per salvaguardare la tua salute mentale e per impedirti di cacciarti nei guai e nemmeno mi sono preoccupato dei tuoi chili di troppo, quando un estate al club Mediterraneè eri in conflitto con la bilancia e con una fidanzata un po’ apprensiva e ti avvicinasti al buffet dei dolci per assaggiare di nascosto tutto quello che capitava a tiro e rientrare al tavolo con un solo pasticcino, a testimonianza del tuo senso della misura. Non posso dimenticare nemmeno quando, durante un Vigevano-Treviglio nell’ultimo quarto di gara, dopo aver narrato per due ore nel primo pomeriggio le vicende dei biancocelesti del calcio, fosti assalito da un singhiozzo incoercibile e mi passasti il microfono per concludere la radiocronaca. Difficile ma non impossibile restare seri di fronte a tale complicità, ma una volta non ci trattenemmo dal ridere guardandoci in faccia durante l’incipit di una trasmissione televisiva a T.R.E. Per fortuna stavamo registrando. Poi la tua carriera professionale spiccò il volo che meritasti. Voglio salutarti ricordando una serata al teatro Moderno con don Colmegna della Caritas Ambrosiana e Beppe Bergomi, che a fine carriera organizzava partite di calcio cinque a scopi benefici. Alla fine mi avvicinai all’ex calciatore per ricevere come tanti un autografo e gli dissi:” Lo sa che io e lei abbiamo un amico in comune. “ Cesare Barbieri?” rispose lo zio “ Sa veramente tutto”. Detto da un campione del mondo.

    Emilio Boffino

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