Gambolò, donna picchiata e sequestrata per oltre 24 ore

È stata picchiata e sequestrata per più di 24 ore: a salvarla, forse in un attimo di disattenzione da parte del suo aguzzino, è stata la condivisione della sua posizione Gps a un conoscente, che ha subito allertato le forze dell’ordine.

L’INTERVENTO Nella mattinata del 10 dicembre, il personale del Commissariato di Vigevano è intervenuto con urgenza a Remondò, frazione di Gambolò: a far scattare l’alert per gli agenti una segnalazione, giunta al 112 da un cittadino che aveva ricevuto, da parte di una donna sua conoscente, la condivisione della posizione Gps senza ulteriori messaggi, gesto dall’uomo interpretato come una richiesta di aiuto. L’intuizione si è rivelata corretta: gli equipaggi della Polizia di Stato, immediatamente attivatisi, hanno raggiunto l’abitazione indicata, dove ad attenderli hanno trovato un uomo di origine marocchina classe ’93, il quale ha tentato di impedire ai poliziotti l’accesso allo stabile. Vinte le resistenze, gli operatori hanno trovato una donna in evidente stato di choc, con numerosi lividi ed ecchimosi al volto e alle braccia. Alla vista degli agenti, la stessa, ha immediatamente manifestato il proprio bisogno di aiuto chiedendo di essere allontanata dall’abitazione.

LA VIOLENZA Immediatamente, la donna è stata condotta al Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile di Vigevano, dove, ricevute le prime cure, è stata dimessa con una prognosi di 20 giorni; l’uomo è stato, invece, accompagnato presso gli uffici del Commissariato per gli accertamenti di rito. Quello riferito dalla vittima è un vero e proprio incubo: la donna ha raccontato di essere stata sottoposta, per tutta la giornata del 9 dicembre, e sino all’arrivo della Polizia, a ripetute percosse, minacce e privazione della libertà personale, nonché di aver subito precedenti episodi di violenza da parte del medesimo individuo. L’uomo l’avrebbe costretta a restare presso la sua dimora per oltre 24 ore contro il suo consenso, impedendole ogni via di fuga e privandola dell’uso del cellulare affinché la stessa non potesse mettersi in contatto con alcuno. Nelle testimonianze raccolte dagli agenti i vicini di casa hanno confermato di aver udito, per diverse ore durante il pomeriggio del 9 dicembre, urla di aiuto e rumori compatibili con una violenta aggressione. L’uomo, con numerosi precedenti sia per reati contro il patrimonio sia contro la persona, è stato dunque tratto in arresto con l’accusa di sequestro di persona, denunciato per maltrattamenti ed associato presso la casa circondariale di Pavia.

Ra

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