Garlasco, tra cantieri e crepe

Tempo di bilanci a Garlasco, dove il 2025 è stato un anno di cantieri. «Abbiamo concluso la nuova pavimentazione di piazza San Rocco – racconta l’assessore ai lavori pubblici Francesco Santagostino – e siamo intervenuti sul bocciodromo, dal lato della Pro loco, sistemando infissi e cortile interno. Poi abbiamo realizzato il cordolo sulla provinciale e rimesso a posto via Molino, dove c’era stato uno smottamento».

ASFALTI E POTATURE Non solo: sono state rifatte le asfaltature di diverse strade, in collaborazione con Italgas e Pavia Acque, e una nuova illuminazione in via Toledo, nella zona del parcheggio delle scuole. «Sul fronte dell’edilizia popolare — aggiunge l’assessore Santagostino — due appartamenti da 40 mila euro sono ora a disposizione. Infine, 30 mila euro investiti per la potatura di viale Bozzola e di piazza delle Vittorie»01. L’anno appena passato ha anche visto la costituzione della Cer, la Comunità energetica rinnovabile, che dovrebbe consentire un risparmio fino al 70% per i consumatori e al 30% per i produttori, pari a circa 70 euro ogni 1000 kWh. «Siamo consapevoli che la transizione energetica è un’opportunità che bisogna saper cogliere — commenta il sindaco Simone Molinari— e per questo ho voluto potenziare l’ufficio ecologia con una nuova unità di personale, in modo che l’assessorato possa seguire con competenza l’evoluzione della materia». Sul fonte della sicurezza

siamo ancora un’isola felice — afferma l’assessore alla polizia locale, Riccardo Tosi — grazie agli agenti che dalla scorsa estate fino al periodo natalizio hanno svolto 470 ore si straordinario per controlli e pattugiamenti.

LA MINORANZA Per il consigliere di minoranza Enzo Rossato «la maggioranza non raggiunge la sufficienza. La casa di comunità non è ancora pronta; abbiamo perso il finanziamento del Pnrr per la palestra comunale, e soprattutto si è deciso di vendere la farmacia comunale. Io alla giunta non do nemmeno un sei». Dai banchi dell’opposizione anche Mario Spialtini di “Garlasco civica”: «Un disastro. Quando l’amministrazione è in difficoltà chiama i consulenti esterni. E le consulenze, si sa, costano care. Quando non si sa come far quadrare il bilancio si vende, come nel caso della farmacia: non c’è la voglia di approfondire le cose, e il “taglia e cuci” si traduce anche sulla cittadinanza. Quello che risparmia sulla raccolta dei rifiuti il Comune se lo tiene, senza applicare sconti alla Tari. Il problema è che poi per le risottate i soldi si trovano sempre. Insomma, non c’è l’atteggiamento del buon padre di famiglia».

Davide Zardo

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