Hanno solo 21 anni, ma idee già fin troppo “chiare”: M.M.N. e T.A.A., due ragazzi incensurati, si sono improvvisati carabinieri per raggirare anziani indifesi. Una trovata che, per loro sfortuna, non ha retto a lungo: i veri carabinieri li hanno smascherati e arrestati a Gravellona Lomellina, con tanto di refurtiva in tasca. Il copione, ormai tristemente famoso, è quello della “truffa del finto incidente”: telefonata concitata, voce femminile in lacrime che si spaccia per la figlia della vittima, e subito dopo un sedicente “carabiniere” che racconta la fola di un arresto per omicidio stradale. La soluzione? Pagare, subito e in contanti, o consegnare gioielli e preziosi.

LA TRAPPOLA È così che una donna di Broni, classe 1949, è stata convinta a racimolare 1.400 euro e un sacchetto di monili d’oro, consegnati di persona a uno dei due impostori. Il complice la aspettava in auto, una Fiat 500: fuga rapida, truffa riuscita. Ma non avevano fatto i conti con i controlli sul territorio.
PRONTO UN ALTRO COLPO Quando i carabinieri hanno fermato la vettura, hanno trovato i soldi e i gioielli nascosti sotto un sedile. Non solo: sul telefono di uno dei due giovani c’era già impostato un nuovo indirizzo, probabile prossimo bersaglio. I militari non hanno perso tempo: si sono diretti all’abitazione indicata e hanno trovato una signora del 1936 pronta a consegnare altri gioielli e mille euro, convinta anch’essa che la figlia fosse finita nei guai.
TRUFFA SVENTATA La truffa è stata così sventata in extremis. Refurtiva recuperata e restituita, vittime rassicurate e i due giovani truffatori finiti nelle camere di sicurezza in attesa di convalida dell’arresto.
Il Comando dei Carabinieri ricorda l’unica regola d’oro per difendersi da questi raggiri: nessuna forza di polizia chiede denaro al telefono o a domicilio. In caso di dubbi, la prima cosa da fare è chiamare il 112 o contattare direttamente i propri familiari.
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