Si è impossessata del lascito in oggetti d’oro che la sorella defunta aveva lasciato come ultime volontà all’Airc, l’associazione italiana delle ricerca sul cancro. Una donna di 87 anni, che era anche amministratrice di sostegno della sorella defunta, è stata indagata dalla Procura della Repubblica di Pavia con l’accusa di peculato.
Il valore del lascito testamentario è decisamente ingente: gioielli e monete d’oro per un valore di 120 mila euro. La Guardia di finanza ha recuperato quasi tutto l’importo dai conti correnti dell’indagata: il denaro sarà versato all’Airc in rispetto delle ultime volontà della defunta. L’indagine delle fiamme gialle vigevanesi è iniziata alcune settimane fa. Gli investigatori durante alcuni controlli di routine hanno notato che oggetti d’oro per un valore superiore ai centomila euro erano stati portati in alcuni negozi di Compro oro tra la Lomellina e la provincia di Milano. I preziosi venivano consegnati sempre da una donna di 87 anni. Operazioni decisamente sospette per una donna così anziana.
Così gli investigatori della Guardia di Finanza hanno voluto vederci chiaro, hanno eseguito i primi accertamenti e hanno scoperto che nei mesi precedenti era morta la sorella di 91 anni e l’indagata, oltre ad essere amministratrice di sostegno, aveva anche accesso alle cassette di sicurezza in alcune banche del vigevanese. Le aveva aperte con la scusa di eseguire un inventario dei beni e, invece di rispettare la volontà della sorella, aveva rivenduto monete d’oro e preziosi ai negozi Compro oro. I finanzieri hanno sequestrato i conti correnti dell’indagata e hanno recuperato il denaro.
Adriano Agatti

