Mede perde “l’ultimo treno”

Un incontro col Prefetto Francesca De Carlini per decidere il futuro della stazione ferroviaria di Mede. È quanto ha deciso la giunta guidata dal sindaco Giorgio Guardamagna dopo l’ultimo consiglio comunale di venerdì 28 novembre.

Il sindaco di Mede, Giorgio Guardamagna

DUE PROPOSTE In quell’occasione sono state discusse due proposte della minoranza di centrosinistra e del presidente del consiglio Simone Annibale Ferraris che chiedevano l’impegno del Comune a presentare un progetto di riutilizzo sociale della stazione, con la riapertura della sala d’aspetto e dei servizi igienici, come contemplato in una proposta delle ferrovie. La maggioranza ha chiesto di soprassedere all’impegno richiesto, a fronte della incertezza dell’impegno economico certamente previsto, evidenziando come la proposta abbia una durata molto limitata (4 anni), e della evidente difficoltà a reperire entità senza scopo di lucro cui affidare la gestione, considerato che è una condizione prevista dal bando stesso. «Ora è evidente — commenta il sindaco Guardamagna — che chi non conosce la reale situazione descritta ha gioco facile a chiedere quanto ritiene ed imputare all’amministrazione di non voler procedere, non considerando quanto ben argomentato nel corso della discussione e cioè che un immobile di proprietà Rfi, di fatto, viene scaricato al Comune che dovrebbe assumere costi per fornire un servizio dovuto dalla proprietà a beneficio dei propri clienti fruitori, che pagano il biglietto per viaggiare.

Questo aspetto, che riteniamo dirimente, non può essere ignorato, se si vuole responsabilmente ragionare sul tema.

IL PREFETTO «A questo punto non possiamo più farci carico — ribadisce il primo cittadino — di ciò che dovrebbe essere assicurato ai viaggiatori come diritto minimo, e non come concessione straordinaria». Da qui la scelta di percorrere una strada istituzionale più larga, una sorta di appello corale che coinvolga l’intera tratta ferroviaria. «La nostra proposta — continua il sindaco Guardamagna — è stata ed è quella già concertata in questi giorni con altri sindaci della Pavia-Alessandria, che vivono la nostra stessa condizione. Intendiamo chiedere un incontro al Prefetto per rappresentare con chiarezza la situazione e, attraverso un interessamento autorevole, provare a rinegoziare condizioni realmente sostenibili per riaprire i servizi minimi previsti a favore dei viaggiatori». In attesa del tavolo con la Prefettura, resta dunque sospeso il destino della piccola stazione di Mede, ponte ferroviario e simbolico di un territorio che continua a chiedere attenzione e risposte.

Davide Zardo

Le ultime

Celle vuote e lavori in corso, così il carcere attende il 41bis

Celle rimaste ormai vuote, con i detenuti trasferiti di...

Teresio Olivelli, la memoria che cammina

A Vigevano le celebrazioni religiose per i 110 anni...

Nicea, un messaggio attuale

Giovedì 8 gennaio il presbiterio diocesano si è radunato...

Influenza, al Civile 3600 accessi in Ps a dicembre

A dicembre in ospedale a Vigevano ci sono stati...

Login

spot_img