Mortara e la Lomellina piangono la scomparsa di Maria Forni, figura centrale della vita culturale e scolastica del territorio. L’ex preside e insegnante è morta, sabato 13 dicembre, all’età di 85 anni, per cause naturali, nella sua abitazione di Mortara, in contrada Loreto. Con lei se ne va una donna che non si è limitata ad attraversare le istituzioni educative, ma le ha profondamente segnate, diventando un punto di riferimento riconosciuto ben oltre l’ambito scolastico
OLTRE LA SCUOLA Il mondo di Maria Forni è stato la scuola. Dopo l’esperienza come docente al liceo classico “Cairoli” di Vigevano, ha ricoperto il ruolo di preside al liceo scientifico “Taramelli” di Pavia e successivamente all’istituto superiore “Omodeo” di Mortara. In questi incarichi ha formato generazioni di studenti, interpretando l’educazione come rigore intellettuale, responsabilità civile e passione autentica per il sapere. Anche dopo il pensionamento non ha mai abbandonato l’impegno culturale, continuando a essere una presenza autorevole e ascoltata
AMAVA LA LETTERATURA Accanto alla scuola, la sua grande passione è sempre stata la letteratura e, in particolare, la poesia. Fino a pochi mesi fa teneva cicli di lezioni e incontri molto partecipati: nell’ottobre dello scorso anno aveva avviato in biblioteca un nuovo percorso dedicato a Eugenio Montale, Antonia Pozzi e Maria Luisa Spaziani. Le sue conferenze, di taglio storico, letterario e linguistico, erano apprezzate per la capacità di coniugare profondità e chiarezza, coinvolgendo un pubblico ampio e trasversale
PROTAGONISTA AL CIVICO 17 La biblioteca civica di Mortara è stata uno dei luoghi simbolo del suo impegno. Per anni Maria Forni è stata presidente del gruppo di volontari AmiCivico.17, ruolo che ha mantenuto fino a circa un anno fa. Proprio negli spazi della biblioteca lomellina aveva tenuto, un mese fa, la sua ultima presentazione pubblica, in occasione dei Quaderni dedicati a Gian Carlo Maria Rivolta. Un segno ulteriore di un legame mai interrotto con la vita culturale cittadina
UNA GRAVE PERDITA Persona di grande spessore umano e intellettuale, Maria Forni impersonava la cultura lomellina con la “C” maiuscola, grazie a una visione della conoscenza intesa come bene comune. Proveniente da una famiglia storicamente influente del territorio, aveva sempre mantenuto una posizione autonoma e critica, distinguendo con nettezza il proprio percorso personale e civile L’eredità che lascia è esemplare: l’esempio di una donna che ha fatto della cultura una responsabilità quotidiana e della scuola un luogo di crescita autentica. Mortara e la Lomellina, oggi, sono un po’ più povere, ma conservano il segno duraturo del suo passaggio.
Massimo Sala


