Mortara, ospedale e stazione senza collegamenti

A Mortara non esistono e, ora come ora, non rientrano al momento nei piani nella giunta Farina linee di autobus  che colleghino i quartieri periferici, le frazioni e l’area commerciale con il centro e la stazione ferroviaria.

NESSUN TRASPORTO Nel caso in cui non si sia in possesso di un’automobile, per spostarsi, per esempio, dalla stazione all’ospedale Asilo Vittoria, situato in strada pavese, nella periferia della città dell’oca, dove tra l’altro c’è l’area commerciale, si deve procedere a piedi o in bicicletta. Secondo il sindaco Farina occorre

stabilire un’ordine di priorità su ciò che va fatto nell’immediato e su ciò che può essere studiato in futuro. In maggioranza stiamo parlando di questo tema, ma al momento abbiamo altre urgenze su cui stiamo lavorando, tra cui sicurezza e decoro urbano.

OSPEDALE ISOLATO Chi presenta difficoltà motorie è costretto a spostarsi a piedi. Al momento sono i volontari dell’associazione 3A a trasportare in ospedale, quando possibile, anziani e «persone che hanno problemi a spostarsi – spiega il presidente Emilio Dabraio – ma è un servizio che facciamo come volontari, dato che non esiste nessun accordo con il Comune. L’Asilo Vittoria è distante se prendiamo in considerazione il centro cittadino. Si potrebbe pensare a una navetta ma deve essere l’ente pubblico a prendere una decisione a riguardo. Al momento non abbiamo ancora avuto incontri istituzionali con la nuova amministrazione, ma quello del trasporto pubblico è un tema su cui bisognerebbe lavorare. Recentemente abbiamo portato al centro amplifon di corso Josti una donna che abita in corso Torino. In tutto è una mezzoretta di camminata e non è poco per chi ha già una certa età».

LA STAZIONE La situazione non è diversa nemmeno per chi deve raggiungere la stazione, senza che abiti nei pressi dello scalo ferroviario. Sul tema interviene Franco Aggio, presidente dell’associazione MimoAl: «L’introduzione di un servizio di trasporto pubblico urbano richiederebbe un impegno economico non indifferente e inizialmente sarebbe in capo al Comune – afferma – la riforma regionale che consente l’ingresso anche dei Comuni non capoluogo nell’Agenzia TPL e la prospettiva delle nuove gare d’appalto tra due anni offrono sì degli spiragli, ma il Comune per farsi approvare un servizio urbano dovrebbe garantire una copertura economica importante». Sarebbe possibile ma servirebbero risorse e idee chiare: «È un tema che va studiato bene – continua Aggio – e non può essere applicato nel giro di pochi mesi. Bisognerebbe poi organizzare frequentemente tavoli con l’ agenzia Tpl e soprattutto avere tecnici che conoscano la materia. A oggi si potrebbe anche pensare di aggiungere nuove corse nel servizio extraurbano, ma anche qui va fatto un discorso a 360gradi. Dovrebbero esserci più fermate lungo la città e almeno una corsa all’ ora».

Edoardo Varese

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