Mortara, per la Marzotto la Giunta attende proposte

Uno spazio di circa centomila metri quadri che potrebbe essere valorizzato. Sono trascorsi 18 anni da quando la Marzotto è stata ufficialmente chiusa, nel lontano 2005. Per anni è stata una fabbrica tessile che ha segnato pagine importanti nella storia di Mortara, ora invece è un’area enorme, grande quasi quanto 10 campi da calcio affiancati, completamente in disuso.

«E’ un’area privata – ricorda il sindaco Ettore Gerosa – non sono arrivate al momento proposte da parte della proprietà, ma, qualora dovesse presentarsi una situazione di apertura, si potrebbe pensare ad un intervento di bonifica. Per anni la Marzotto è stata una fabbrica tessile, se la proprietà si deciderà a rivalorizzare uno spazio rimasto in disuso da tanti anni, a livello di amministrazione saremmo ben lieti di ascoltare ogni tipo di proposta».

PROPOSTE  Apertura quindi da parte del primo cittadino. Per far sì che questa abnorme superficie possa realmente essere rivalorizzata, però, occorre che sia la stessa proprietà, facente ancora ancora riferimento al gruppo Marzotto, a mostrare i primi segnali di interesse. Ragionando in ottica di recupero di aree dismesse, sono molteplici le ipotesi al vaglio e che sono state studiate e pensate nel corso degli ultimi anni. Dalla creazione di uno spazio rivolto principalmente ai giovani e agli studenti, alla realizzazione di laboratori e incubatori di start-up. Una sorta di cittadella all’interno della città dell’oca. «Si potrebbero contemplare anche attività ed iniziative sociali – evidenzia Giuseppe Abbà, consigliere di minoranza e ex sindaco di Mortara, che per anni ha seguito le vicissitudini della Marzotto – oppure artigianali, visto che in questa fabbrica veniva principalmente prodotta lana». Promuovere e puntare sul recupero delle aree dismesse, per dare anche alla città una nuova impronta.

ANNIVERSARIO «Occorre una classificazione urbanistica adeguata – prosegue Abbà – recuperando le aree dismesse, limitando il più possibile il consumo di suolo. Nel caso specifico della Marzotto, si può chiedere alla proprietà di ipotizzare una messa in sicurezza dell’area e in seconda battuta, rivalorizzare una zona che offrirebbe davvero un sacco di opportunità». Il tempo passa, scorre e tra due anni, si festeggeranno proprio i 20 anni della chiusura della ex fabbrica situata in via Lomellina. Un compleanno che porta con sé un pizzico di tristezza e malinconia per un gigante, un colosso, ancora privo di futuro. «Non ci può essere un intervento diretto da parte del comune – ribadisce Abbà – ma incentivare il recupero della Marzotto e delle tante aree dismesse presenti in città, è un tema che va preso in considerazione».

Edoardo Varese

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