L’appuntamento più importante re allo stesso tempo più vicino al palio del salame d’oca è la cena di galà in programma sabato 13 settembre alla Borsa merci.
LA CENA Negli spazi di piazza Trieste si svolgerà la decima edizione della cena di gala organizzata dall’associazione che raggruppa le sei contrade che si contenderanno il drappo. La cena, giunta alla decima edizione, è l’occasione durante la quale si svela il drappo, quest’anno realizzato a sei mani da Giovanni Bonaschi, Daniele Assi e Luke Torti, celebrerà il 650esimo anniversario dell’inizio della basilica di San Lorenzo. Tra una delizia e un’altra i contradaioli attenderanno il momento in cui sarà presentato il drappo.

Quello della cena, però, è solo il primo evento in agenda per i cittadini di Mortara, ormai pronti a vivere le emozioni della sagra del salame d’oca. Una delle principali novità è rappresentata dal Giubileo delle Contrade: in occasione dell’Anno Santo il Magistrato delle Contrade intende vivere con maggiore intensità la messa di benedizione del palio delle contrade. Alle 11, nella basilica di San Lorenzo, gli alfieri delle sei contrade, unitamente a dame e capitani, faranno da cornice alla corte ducale. Anche Ludovico il Moro e Beatrice d’Este, interpretati ancora una volta da Mattia Callegaris e Matilde Perfetto, prenderanno parte al Giubileo delle Contrade. Si entra così nella settimana che antecede il palio in programma domenica 28 settembre. Sabato 27 settembre presso il palazzo municipale avrà luogo l’estrazione delle contrade, che determina l’ordine di tiro nel palio del giorno dopo. Si arriva poi al grande giorno.
IL PALIO Domenica 28 settembre è il gran giorno del Palio “Città di Mortara”. Alle 15 il corteo storico secondo il tradizionale percorso, poi la grande sfida in piazza Silvabella. Mortara è pronta a spostare le lancette indietro nel tempo, fino a raggiungere l’ultimo decennio del XV secolo. Il corteo, inoltre, è disciplinato da un codice di autoregolamentazione redatto nel 2006. L’iniziativa, finanziata dal Comune di Mortara, ha rappresentato un indubbio punto di svolta per la concezione intera del Corteo, che ha rivisto la propria identità di rappresentazione folkloristica, intraprendendo la strada della rievocazione storica.
Edoardo Varese

