Non sembra destinata a diminuire la preoccupazione da parte degli allevatori in merito alla diffusione della peste suina in provincia di Pavia, così come quella dei sindaci dei comuni principalmente coinvolti. Oltre 25 mila suini dovranno essere abbattuti, gli allevamenti coinvolti al momento sono 12, perchè si trovano nelle vicinanze di Zinasco, il comune dove si era verificato il primo caso di Psa in provincia di Pavia. Oggi pomeriggio, intanto, la Commissione Agricoltura del Consiglio regionale della Lombardia, riceverà in audizione il Commissario straordinario alla Peste Suina Africana Vincenzo Caputo a Palazzo Pirelli.

«Ats Pavia – spiega Massimo Nascimbene, sindaco di Zinasco – ci ha chiesto di fare un’ordinanza per impedire ogni forma di assembramento davanti agli allevamenti. Solo gli addetti ai lavori e le persone autorizzate possono entrare. A livello di amministrazione invitiamo a seguire le ultime disposizioni. Aggiungo che andrebbe fatta una campagna di prevenzione, per mettere i cittadini e gli allevatori a conoscenza degli effetti del virus. Dispiace vedere così tanti capi abbattuti. Occorre fare fronte comune per riuscire a venire fuori da questa situazione».
Timori di una crisi economica lambiscono invece Dorno. «Il virus non può essere trasmesso all’uomo – dichiara Francesco Perotti, sindaco di Dorno – ma comunque si registra preoccupazione, soprattutto gli allevatori sanno di star vivendo una situazione brutta. Sono preoccupati, oltre che dalle misure di restrizione che sono state introdotte, dall’elevato numero di capi che sono stati abbattuti».
Per prevenire al meglio l’epidemia di peste suina africana, la stessa Ats Pavia, in forte sinergia con la Uo Veterinaria di Regione Lombardia, ha una prassi ben precisa da seguire in caso di capo sospetto di Psa. «Uno dei primi passi da seguire, qualora ci fosse la segnalazione di un capo sospetto – fanno sapere da Ats Pavia – consiste nel prelevare un campione di materiale biologico che viene fatto analizzare tempestivamente dall’istituto zooprofilattico, per confermare l’eventuale positività al virus. Nelle zone infette inoltre sono applicate tutte le restrizioni sanitarie per evitare la diffusione della malattia, arrivando anche a interventi di depopolamento e disinfezione e all’istituzione di zone di restrizione e sorveglianza».
PREOCCUPAZIONE Nel corso degli scorsi giorni, in provincia di Pavia sono scesi in campo anche i carabinieri forestali, in modo da contenere la diffusione della Psa. Un virus che, pur non rappresentando direttamente una minaccia per l’uomo, sta causando delle perdite economiche non indifferenti agli allevatori. Nel mentre a supportare il gruppo dei carabinieri forestali di Pavia ci sono anche unità provenienti da Varese, Cremona e Milano per procedere all’abbattimento dei capi. «Viviamo giornata per giornata – spiega Alessandra Ubezio, allevatrice che, come i suoi colleghi sta facendo i conti con la Psa – siamo tutti preoccupati, proprio perché ci dobbiamo attenere alle disposizioni che stanno decidendo Ats Pavia e Regione Lombardia. Non abbiamo mai vissuto una situazione come questa. Speriamo che tutto si possa risolvere quanto prima, ma non sarà affatto semplice».
Rossana Zorzato, Edoardo Varese

