Una Messa particolare, per ricordare tutti quei cittadini che sono morti durante la pandemia e a cui non si è potuto dare l’estremo saluto a causa delle misure restrittive imposte dall’emergenza sanitaria. È la celebrazione presieduta dal parroco don Luca Discacciati domenica 21 giugno alle 10 davanti al cimitero di Pieve del Cairo, di fronte a decine di fedeli, tutti regolarmente distanziati e dotati di mascherina. Un momento toccante, che ha visto una grande partecipazione della comunità, unita e commossa.
COESIONE «Ci siamo aiutati e sentiti più uniti, perché abbiamo visto il bisogno – ha detto don Luca nell’omelia – Le preghiere sono quello che ci cambia, ci trasforma. Forse avevamo bisogno di questa prova per sentirci una comunità. La vostra presenza vicino alle famiglie alle quali non siamo finora riusciti a fare le condoglianze, fa capire che siete a loro vicini con affetto». Erano presenti anche il sindaco di Pieve Paolo Roberto Ansandri e il comandante della stazione locale dei carabinieri, il maresciallo Gabriele Gurrisi. «Adriano, Ferruccio, Celeste, Angela, Giuseppe, Gino, Annamaria, Emilia – ha detto don Luca – ci hanno preceduto nel regno del Padre. Il Vangelo ci invita a non avere paura di chi uccide il corpo, ma non l’anima. Questo vuol dire che non dobbiamo fissare gli occhi sulle cose terrene, pur utili, per salire col corpo e l’anima a Dio. In questa circostanza particolare (e, ci auguriamo, unica) siamo invitati a essere testimoni saldi, ricordando i cristiani perseguitai in ogni parte del mondo. Ricordiamo con affetto chi ha perso il corpo, ma non l’anima».
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