Per ora sfuma l’opportunità di acquisire la storica viteria “La Sannazzarese” di via Erbognetta per implementare gli spazi del Polo tecnologico. Un’idea balenata all’amministrazione comunale che vuole sviluppare l’attività del Polo come punto di riferimento per la crescita industriale e artigianale della città. La Regione ha infatti approvato solo a metà gli interventi per il potenziamento. Un ambizioso progetto di sviluppo per le Aree interne venne presentato a marzo con due ipotesi di crescita, la Regione Lombardia ha “premiato”, almeno per ora, solo la prima parte del progetto rimandando a tempi indefiniti la seconda.
LA PRIMA FASE Ed allora ecco la prima fase del progetto:
Saranno attivati nuovi spazi attraverso la realizzazione di box di lavoro destinati all’uso del Polo – spiega Zucca – ed anche per poter preservare le sedi sociali di alcune realtà culturali cittadine.
Quindi la seconda fase, al momento non accolta dalla Regione, che avrebbe previsto l’acquisizione dell’attigua area dell’ex viteria La Sannazzarese di via Erbognetta, anch’essa destinata, secondo il progetto generale, ad accogliere le sedi di nuove imprese aderenti al Polo ed uffici professionali. Al momento la Regione ha accolto solo l’obiettivo di rendere maggiormente dotato il già attivo Polo tecnologico. La seconda parte, quella relativa all’acquisizione della vicina ex viteria è solo rimandata, o così almeno sperano gli amministratori di Sannazzaro.
GAL E COMUNE INSIEME Si tratta di un piano di crescita che vede il Gal Risorsa Lomellina e il Comune di Sannazzaro in prima linea e che punta alla crescita del Polo tecnologico attraverso due fasi che già furono presentate ai sindaci del territorio, ai rappresentanti di Ascom ed Assolombarda, ad associazioni locali ed aziende territoriali. La prima fase è stata accolta in Regione; la secondo rinviata. Per ora. Il sindaco Roberto Zucca, nel presentare nel dettaglio del piano, ha spiegato che Sannazzaro «dispone da anni di un Polo tecnologico attivo ed avanzato; abbiamo altre richieste di adesione e non dobbiamo rinunciare. Dobbiamo favorire le opportunità per fare impresa ed allora prevediamo nuovi spazi per poter ampliare la rete di aziende aderenti attraverso il co-working, la nascita di nuove start-up, garantendo ulteriori servizi come lo sono il centro di ricerca di mercato, di marketing, di formazione».
Stefano Calvi

