Cambiano le regole e le scuole devono “riprogrammarsi” rispetto a quello che il Ministero stabilisce. Gli istituti comprensivi – infanzia e secondaria di primo grado – e secondari di secondo grado (le superiori) sono al lavoro per rispondere ai nuovi input in arrivo dal Ministero dell’istruzione,
ma soprattutto si fa strada tra i dirigenti scolastici l’insofferenza verso un sistema ritenuto eccessivamente burocratico e sovrastimato, quando non di ostacolo, rispetto alle esigenze che sperimentano nell’attività didattica quotidiana.

A dar voce con maggior forza al disagio vissuto dalle scuole anche a Vigevano e in Lomellina è Pietro Chierichetti, “preside” dell’Ic di via Anna Botto, il quale sottolinea le criticità del modello per la gestione delle quarantene. «Credo che il problema sia innanzitutto il continuo modificarsi delle regole – precisa – Servirebbe un reset del sistema che porti a trattare il Covid come qualsiasi altra malattia stagionale. Dall’inizio dell’anno abbiamo avuto il 12% di alunni contagiati e il 20% del personale. Il tracciamento è un macigno burocratico inutile». E anche la Didattica a distanza non aiuta:
La eroghiamo regolarmente, ma vedere alunni sani costretti a stare davanti a un pc, lontani dai compagni, dalla scuola, mi crea preoccupazione e disagio

QUI MEDIE Anche i colleghi si aspettano una svolta per tracciamento, isolamento e quarantene. Per Giovanna Montagna, dirigente dell’Ic di viale Libertà, «relativamente alla semplificazione delle misure di gestione dei casi, ci auguriamo porti un alleggerimento del carico di lavoro per i dirigenti e referenti Covid oltre che alla riduzione della Didattica a distanza. La situazione contagi sta rallentando, non abbiamo casi o quarantene nella secondaria». Massimo Camola, a capo del comprensivo di via Valletta Fogliano, fa un bilancio della situazione: «L’ultimo aggiornamento del monitoraggio che settimanalmente condividiamo con l’Amministrazione comunale, per ciò che riguarda l’Istituto Comprensivo di Via Valletta Fogliano, rileva che una quindicina tra sezioni di scuola dell’infanzia e classi di primaria e secondaria di primo grado si trovavano in quarantena. Sono coinvolti circa 400 alunni sui 1400 dell’Istituto. Il tempo di presa in carico e analisi delle segnalazioni da parte di Ats resta elevato. Per la Dad si rilevano le consuete difficoltà rispetto alla mancanza di strumentazione, connettività di alcune famiglie». Secondo Gabriele Sonzogni dirigente dell’Ic Robecchi di Gambolò «l’auspicio è che le nuove regole possano rendere più difficile la messa in Dad delle classi, garantendo più stabilmente la presenza».

ALLE SUPERIORI Attesa per una semplificazione anche tra i più “grandi”. Per Stefania Pigorini, alla guida del liceo Omodeo di Mortara, «le nuove regole dovrebbero semplificare maggiormente le procedure per il primo ciclo, nelle scuole secondarie non dovrebbero esserci differenze significative. Il tracciamento funziona se l’anello composto da famiglie, punti tampone, Ats, scuole è solido e non ha fratture dovute all’eccesso di casi da processare». Elda Frojo, dirigente all’istituto tecnico Casale, spera che «con le nuove regole sarà più facile gestire i casi. Ora abbiamo due classi completamente in Dad e tre miste: 84 studenti in quarantena. Il tracciamento non funziona, Ats non riesce a processare le segnalazioni in tempo utile». Per Alberto Panzarasa, dirigente al liceo “Benedetto Cairoli”, l’auspicio è che «la gestione diventerà più facile. Le ultime erano difficili da attuare tempestivamente. La situazione contagi/quarantene è stabile. Segnaliamo tutto ad Ats tramite la nuova piattaforma: un’incombenza per la segreteria».
Isabella Giardini

