Fratelli coltelli in campagna elettorale

La campagna per le amministrative di Vigevano si accende nel segno di una frattura sempre più evidente all’interno del centrodestra. Da una parte Fratelli d’Italia, dall’altra Forza Italia: alleanze formali che, sul piano locale, mostrano crepe profonde. A innescare il confronto è la candidatura di Paolo Iozzi, che rivendica una scelta di impegno diretto: «Ci sono momenti in cui bisogna assumersi una responsabilità, senza limitarsi a osservare. Io ho scelto di farlo: sarò candidato alle elezioni amministrative di Vigevano del 24 e 25 maggio come capolista di Fratelli d’Italia, all’interno della coalizione di centrodestra a sostegno del candidato sindaco Riccardo Ghia.

Lo faccio con lo stesso spirito con cui ho lavorato da consigliere comunale, ma soprattutto da vigevanese e da imprenditore e professionista: serietà, concretezza e attenzione ai problemi reali della città.

DUE FRONTI Parole che delineano una linea chiara: continuità amministrativa, pragmatismo e radicamento sul territorio. Un messaggio che si inserisce nella tradizione della coalizione, ma che trova una risposta tutt’altro che conciliatoria dagli alleati azzurri. Dal fronte di Forza Italia, infatti, arriva una lettura radicalmente diversa degli ultimi anni di governo cittadino e, soprattutto, del metodo con cui si è arrivati alla scelta del candidato sindaco. Il vicesegretario provinciale Gianpietro Pacinotti afferma: «Le dichiarazioni di esponenti del centrodestra rispetto a quanto accaduto nella scelta del candidato sindaco per le prossime elezioni amministrative si limitano a criticare la proposta che Forza Italia, fin da gennaio, ha posto sul tavolo delle trattative. La nostra valutazione sui 15 anni di governo a trazione Lega è politica, non rivolta alle persone, ma al fatto che oggi in città c’è un evidente malcontento».

NODO ELETTORALE Il nodo è tutto qui: giudizio sul passato e visione del futuro. Per gli azzurri, insistere su una linea di continuità rischia di trasformarsi in un boomerang elettorale: «Pensare che i vigevanesi al voto dimenticheranno i problemi non risolti e le promesse non mantenute sembra più un azzardo dettato dalla volontà di mantenere il potere costituito che il desiderio di interpretare la politica come servizio alla propria comunità». La frattura si approfondisce quando si entra nel merito delle proposte. Forza Italia rivendica di aver tentato la via di un rinnovamento “civico”, proponendo un candidato esterno ai partiti, Paolo Previde Massara, e denunciando la chiusura degli alleati: «Lega, Fdi e Noi Moderati hanno rifiutato, senza dare alcuna motivazione».

MODELLO POLITICO Non è solo una questione di nomi, ma di modello politico. Da un lato, Fratelli d’Italia punta sulla compattezza della coalizione e su figure interne, rivendicando esperienza amministrativa e continuità. Dall’altro, Forza Italia insiste su una «visione ampia, aperta al mondo reale», con il coinvolgimento diretto della società civile. A poche settimane dal voto, la partita di Vigevano si gioca dunque su un doppio livello: la sfida elettorale contro gli avversari e, prima ancora, quella interna alla coalizione. E se il centrodestra non riuscirà a ricomporre le divergenze, il rischio è che a decidere l’esito non siano solo i programmi, ma le divisioni.

Massimo Sala

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