Serata speciale giovedì scorso all’auditorium San Dionigi, alla presenza della protagonista della nuova riforma sanitaria lombarda, l’assessore all’Welfare, nonchè vice presidente della Regione Lombardia, Letizia Moratti. Il via libera al provvedimento è stato dato in questi giorni dalla Commissione consiliare Sanità, arriverà nell’aula del consiglio regionale e sarà discusso dal 10 novembre. Tra gli interventi previsti, la realizzazione delle centrali operative territoriali, degli ospedali e delle case di comunità. Entro 6 mesi dall’approvazione della legge nascerà anche il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive. Il completamento del potenziamento di tutta la rete territoriale è previsto in tre anni. Il tema della serata è stato introdotto dal presidente del Lions club Vigevano Host, Massimo Negri. Oltre alla Moratti, i relatori della serata, moderata dal direttore dell’Informatore vigevanese, Mario Pacali, sono stati il sindaco di Vigevano Andrea Ceffa, il vescovo mons. Maurizio Gervasoni, il presidente dell’associazione territoriale del medici di famiglia, Giorgio Rubino (di cui trattiamo a parte ndr). Un argomento di strettissima attualità quello analizzato dai vari interventi, che ha messo a fuoco la nuova frontiera di sanità e i nuovi concetti di Ospedale di comunità e Casa della comunità. Mancava all’appello il direttore generale dell’Asst di Pavia Marco Paternoster, previsto nel confronto ma assente durante la serata. Il sindaco di Vigevano ha inoltre parlato nel corso della particolare occasione dell’idea di costruire un nuovo ospedale, “prenotando” un incontro con la stessa Moratti.

E’ stata proprio l’assessore regionale, partendo dal concetto di «assistenza di prossimità, cura delle persone e non della malattia» a parlare di «una legge di riforma come passo importante, attuato con strumenti diversi, grazie soprattutto al Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza), che prevede un investimento di un miliardo e 200 milioni, la realizzazione programmata sul territorio lombardo di 60 ospedali di 203 case di comunità. Nel distretto sono inoltre previste Centrali operati territoriali per il coordinamento». L’assessore all’Welfare ha inoltre spiegato la differenza tra le due modalità di intervento (attraverso le case e gli ospedale di comunità) e ha sottolineato la novità dell’approccio, che mette insieme l’aapetto sanitario e quello sociale.La vice presidente della Regione Lombardia ha poi fatto il punto sulla campagna vaccinale lombarda, snocciolando le cifre da primato che vedono la nostra regione come protagonista a livello nazionale e internazionale. La Lombardia andrà inoltre a vaccinare in Sierra Leone (una novità), uno dei paesi più poveri dell’Africa. «Non possiamo inoltre prescindere – ha aggiunto Moratti, ritornando all’argomento del confronto – dall’assistenza domiciliare integrata e dalle frontiere della telemedicina». Dopo i relatori, interventi anche dell’assessore Marzia Segù, don Moreno Locatelli (direttore Caritas), Luigi Parolo (sindaco di Cassolnovo), Rossella Buratti (presidente del Coordinamento del volontariato), e Roberto Bellazzi, storico medico e responsabile per decenni del reparto Dialisi dell’ospedale di Vigevano.
Massimo Sala

