Un tavolo per il Tribunale, l’ultima occasione

L’avvocato Giuseppe Madeo, ancora una volta, suona la sveglia sul tribunale. E lo fa con una lettera al sindaco in cui invita alla mobilitazione. Forse è davvero l’ultima occasione per ricominciare a sperare. Quando un avvocato combatte per quattordici anni per lo stesso obiettivo, due sono le possibilità: o è testardo, o ha ragione. Nel caso dell’avvocato Giuseppe A. Madeo, è probabile che siano vere entrambe.
UNA LUNGA BATTAGLIA Dal lontano settembre 2011, Madeo porta avanti una battaglia che molti hanno ormai archiviato alla voce “rimpianti istituzionali”: la riapertura del Tribunale e della Procura di Vigevano, soppressi in nome di una razionalizzazione che oggi appare meno razionale di quanto allora si proclamasse.
QUALCOSA SI MUOVE Eppure qualcosa si muove. Il 3 ottobre è approdato alla Camera il Disegno di Legge n. 2646, dedicato alla revisione delle circoscrizioni giudiziarie. Tradotto dal burocratese: si riapre il cantiere della geografia della giustizia italiana. E, sorpresa, mentre Bassano del Grappa, Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto sono già sul treno della riattivazione, Vigevano non compare nell’elenco. Ma – ed è qui che Madeo intravede il varco – l’articolo 1 del DDL parla di criteri “oggettivi e omogenei” per ripristinare altri uffici giudiziari. E se c’è un ufficio che, secondo lui (e non solo), quei criteri li rispetta tutti, è proprio quello di Vigevano.
UN TAVOLO PER SPERARE Tempo di convocare il “Consiglio di guerra”. Madeo non si perde in lamenti. Chiama alle armi — pacifiche ma insistenti. Propone di mettere attorno a un tavolo parlamentari, consiglieri regionali, presidente della Provincia e sindaci, quelli del territorio e quelli del “Magentino”. Un invito anche a mettere in pista il presidente della Regione Attilio Fontana.
Obiettivo? Presentare un emendamento ad hoc in Commissione Giustizia, perché — lo ricorda l’avvocato con fermezza — le interrogazioni parlamentari fanno rumore, ma gli emendamenti fanno i miracoli.
TRASVERSALI ALLA POLITICA Una battaglia senza colori politici (ma con molto colore dialettico)
L’appello è trasversale: niente guelfi e ghibellini, né destra o sinistra. Qui si parla di diritto, di equità e, diciamolo, anche di dignità territoriale. Perché in questi anni la chiusura del Tribunale non ha portato risparmi epocali allo Stato, ma ha sicuramente portato disagi economici, culturali e sociali a una città e a un intero circondario.
NESSUN MUSEO DELLA GIUSTIZIA E se qualcuno teme che riaprire un tribunale nel 2025 sia un vezzo, Madeo ha già la risposta: «Non chiediamo un museo della giustizia, ma un servizio per cittadini e imprese». E se proprio dovessero tergiversare, si potrebbe sempre far leva sull’argomento più potente della politica moderna: «Guardate che gli altri lo stanno già facendo!».
Il finale? Dipende da noi
GIUSTIZIA CIECA, MA NON SORDA La scena è pronta, gli attori sono stati convocati, la proposta è sul tavolo. Manca solo che qualcuno, dalle parti della Commissione Giustizia, capisca che Vigevano non è un refuso geografico, ma un pezzo di Paese che chiede di tornare ad avere voce — e timbro.
Se la giustizia è cieca, speriamo almeno che non sia sorda.

Massimo Sala

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