C’è sempre un’aria sospesa, in stazione. Come se il tempo si fermasse un mezzo secondo prima di ripartire. Lui lo sa. Per questo arriva in anticipo e resta. Indossa un impermeabile chiaro, anche quando non piove. Dice che è un’abitudine, ma in realtà è una specie di corazza sottile, un modo per stare nel mondo senza farsi troppo notare. Cammina piano lungo il marciapiede, ascolta più di quanto parli. La stazione è un organismo vivo: respira, tossisce, mormora. Ogni giorno gli offre gli stessi volti e ogni giorno li cambia un poco, come fa la luce sulle cose. Barbara zoppica. La riconosci da lontano, dal passo spezzato che non si è ancora rimesso in riga dopo la caduta. Chiede qualche centesimo o una sigaretta, mai entrambe le cose insieme. Quando lo vede gli sorride, e nel sorriso c’è una memoria ostinata. «Buongiorno», dice lui. Lei annuisce, e il suo sguardo dice: ti ho visto altre volte. A volte si ricordano anche i nomi, le persone come Barbara. È una cosa che pesa più delle monete. Angelino passa poco dopo. Ha la voce gentile di chi chiede scusa anche quando non dovrebbe. Cerca lavoro come altri cercano un posto dove dormire: con una speranza fragile, ma testarda. Alberto invece parla d’amore. Sempre della stessa storia, come se ripeterla potesse cambiarne il finale. Una ragazza che voleva sposare, una valigia fatta in fretta, un treno verso sud. Lui ascolta senza intervenire. Sa che certe storie non chiedono risposte, solo orecchie. Poi ci sono le voci più forti. L’uomo con la Bibbia legge ad alta voce e parla nel megafono di un amore immenso, che salva tutti, purché si accetti di essere salvati. L’uomo col soprabito ogni tanto allunga una mano, lascia una moneta, un gesto breve, quasi timido. Non lo fa per sentirsi migliore. Lo fa perché così il mondo, per un istante, pesa meno. Quando il suo treno è annunciato, si stringe l’impermeabile addosso e si avvia. È allora che l’uomo della Bibbia lo nota davvero. Lo guarda allontanarsi, il passo tranquillo, e vede qualcosa cadere. Piume. Si posano a terra senza che nessuno se ne accorga. Nessuno tranne l’uomo con la Bibbia. Lui interrompe la lettura. Abbassa il megafono. L’uomo col soprabito non si volta. Sale sul vagone e scompare tra gli altri corpi, identico a tutti, diverso da nessuno. L’uomo con la Bibbia raccoglie una piuma, la tiene tra le dita. Sorride. Poi riprende a leggere, ma a voce più bassa. La stazione torna a respirare.


