Alcune centinaia di persone hanno riempito domenica sera Piazza Ducale per il comizio del generale Roberto Vannacci, arrivato a Vigevano per sostenere la candidatura a sindaco di Furio Suvilla e la lista “Vigevano Futura”. Una piazza partecipata, rumorosa, con una forte presenza di giovani, più volte richiamata dallo stesso Vannacci nel corso del suo intervento.
E IL GENERALE PARLÒ Quando il generale ha preso la parola, Piazza Ducale ha risposto con cori e applausi. «Questa piazza non solo è bella per l’architettura e per l’identità, ma è ancora più bella perché ci siete voi», ha esordito il generale, sottolineando subito il dato politico della serata: «Guardate quanti sono i giovani qua presenti». Il generale ha insistito a lungo proprio sul ruolo delle nuove generazioni. «Il futuro non ce lo regala nessuno», ha detto, «si costruisce con il sacrificio, il lavoro, il sudore della fronte, la determinazione e il coraggio». Parole accolte con entusiasmo soprattutto dai ragazzi presenti sotto il palco.
PAROLA D’ORDINE IDENTITÀ Nel suo lungo intervento, Vannacci ha toccato tutti i temi identitari della sua proposta politica: sicurezza urbana, immigrazione, lavoro, agricoltura, crisi energetica e difesa delle produzioni locali. Ampio spazio è stato dedicato alla sicurezza, definita «uno dei pilastri» del programma di Vigevano Futura. «Il sindaco è uno degli attori principali della sicurezza della città», ha sostenuto Vannacci, rivendicando il ruolo delle ordinanze comunali, della videosorveglianza e dei controlli sul territorio. Poi l’affondo sul degrado urbano: «La sicurezza è anche decoro urbano. Ce la vedete un negozio di kebab in questa bellissima piazza?», frase che ha provocato applausi e reazioni contrastanti tra il pubblico.
REMIGRARE I CLANDESTINI Durissimo anche il passaggio sull’immigrazione. «Non si parla di razzismo», ha precisato il generale, rivendicando però la necessità di «bloccare l’immigrazione clandestina» e di «remigrare tutti i clandestini». Vannacci ha sostenuto che «essere italiani non significa avere un pezzo di carta, ma amare la propria patria e assimilarne cultura e civiltà». Nel mirino del generale anche «gli stranieri che non rispettano le nostre leggi o offendono la nostra patria». «Chiunque è entrato clandestinamente deve tornare al paese di origine», ha detto dal palco. Un passaggio che ha acceso la piazza, accompagnato da applausi e slogan.
NO ALL’ELETTORATO ISLAMICO Uno dei momenti più forti del comizio è arrivato quando Vannacci ha affrontato il tema dell’Islam e della presenza musulmana a Vigevano. Il generale ha attaccato il centro islamico cittadino, definendolo «un centro ricreativo diventato moschea a tutti gli effetti», accusando parte della politica locale di averne fatto «cassetta elettorale». «Non accetto un volantino elettorale nel nome di Allah misericordioso», ha affermato Vannacci, precisando però di «non avere nulla contro chi professa una religione diversa, purché sposi totalmente i principi, i valori e la cultura del movimento che rappresenta». Nel suo intervento il generale ha anche citato la questione della sharia, sostenendo che alcune culture «non sono compatibili con la nostra civiltà». «Chi vorrebbe l’applicazione della sharia in Italia non è compatibile con il nostro ordinamento», ha dichiarato, tornando sul tema dell’assimilazione culturale come requisito fondamentale per ottenere la cittadinanza.
EUROPA BOCCIATA Non sono mancati gli attacchi all’Unione Europea e alle politiche ambientali del Green deal, accusate di penalizzare il tessuto produttivo del territorio. Vannacci ha collegato la crisi del comparto calzaturiero vigevanese alle sanzioni contro la Russia e all’aumento dei costi energetici: «Come si può fare impresa pagando il quadruplo dell’energia rispetto ai concorrenti?», ha chiesto dal palco.
Applausi anche quando il generale ha parlato di agricoltura e difesa delle eccellenze locali: «Il riso della Lomellina è un prodotto che ci invidia il mondo intero», ha detto, criticando le politiche europee sul Mercosur e sulle importazioni.
CASSONETTI INTELLIGENTI Tra i temi affrontati anche la gestione dei rifiuti, con la proposta dei «cassonetti intelligenti», e il piano casa. «Non regaliamo niente a nessuno, ha affermato Vannacci, spiegando che il sostegno abitativo dovrebbe premiare «chi lavora e costruisce un futuro per i propri figli». Nel finale, l’ennesimo invito al voto per il suo candidato Furio Suvilla. E mentre Piazza Ducale continuava ad applaudire, l’impressione della serata era quella di una mobilitazione capace di coinvolgere soprattutto un elettorato giovane, presente in massa sotto il palco e protagonista visibile del comizio. Dichiarazione di Luca Sforzini, Presidente Centro Studi Rinascimento Nazionale
VIGEVANO LABORATORIO POLITICO «In tutta Italia il generale Roberto Vannacci ha scelto un solo luogo nel quale muoversi personalmente a sostegno di un candidato alle elezioni amministrative: Vigevano». Ha spiegato Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, think tank di Futuro Nazionale. Insomma, Vigevano diventa un laboratorio politico nazionale?
Massimo Sala


