Complice una giornata dalla temperatura agostana, lunedì la Fiera legata alla Festa del Beato Matteo Carreri è stata letteralmente presa d’assalto fin dalle prime ore. Tutto è andato bene… con qualche “ma”. Renato Scarano presidente dell’Ascom, commenta «è un appuntamento da rivedere e migliorare». Andiamo con ordine, iniziando dalle belle notizie.
TANTA GENTE Impossibile non notare il grande flusso di persone che ha attraversano la fiera, in varie direzioni, poiché le bancarelle sono state messe anche in viale Bramante, davanti a Palazzo Esposizioni. La folla che ha caratterizzato questa “calda fiera” ha approfittato anche della temperatura per curiosare con tranquillità. Assieme alle bancarelle e alla folla, è stato anche impossibile non notare alcune zone vuote delimitate dalla segnaletica: lì non c’erano bancarelle. Detto questo, la manifestazione è andata bene. Lo hanno sottolineato anche gli ambulanti, sia quelli che vendevano articoli di uso comune, sia coloro che proponevano prelibatezze da regioni lontane, animali, attrezzi per avere un aiuto in cucina, quelle “classiche” che però sono sempre frequentate.
BUONE VENDITE «Noi lavoriamo tanto – dicono due ragazzi che vendono prodotti alimentari dal Piemonte – da quando abbiamo sistemato i prodotti non abbiamo avuto un momento di sosta: non possiamo che essere soddisfatti». A questo commento si contrappone quello di una ambulante di abiti femminili:
«Per quanto riguarda il lavoro non mi posso lamentare, semmai i lamenti sono tutti rivolti alla modalità con la quale si è deciso di distribuire le bancarelle che, tra l’altro, ci è stato comunicato all’ultimo minuto, senza criterio: le mie clienti hanno fatto fatica a trovarmi. Credo che questo sia un problema che deve essere risolto».
Altri ribadiscono: «Lavoriamo tanto e con soddisfazione. Abbiamo visto le aree vuote ma poi abbiamo dovuto concentrarci sulla clientela da servire: come può notare (il banco era preso d’assolto dalle clienti, ndr) non abbiamo molto tempo per fermarci, per fortuna». «E’ vero – un altro commerciante – tra l’altro chi vuole può fermarsi anche a pranzare in fiera: sono stati predisposti dei punti con la presenza di camion che distribuiscono generi alimentari e piatti pronti, davanti a loro tavolini e sedie». «Alcune clienti non mi hanno trovata – dice una ambulante – le conosco da anni, le ho chiamate e ci hanno raggiunte: questo dello spostamento delle postazioni è un problema che va risolto».
POSTI VUOTI «Per quanto riguarda le zone vuote sono posizionate dove c’è meno passaggio – dice Scarano – poi gli ambulanti sanno che c’è una graduatoria, e, in base alle presenze degli anni precedenti e all’anzianità, viene assegnato il posto che viene comunicato 15 giorni prima della fiera. Logicamente i primi scelgono di posizionarsi lungo i viale alberati, altri rinunciano – continua Scarano – a pesare sulla decisione di venire è anche il caro-benzina: venire fin qui deve valere la pena». Certo che se si pensa alla Fiera di vent’anni fa quando c’erano 400 bancarelle, contro le 200 di quest’anno, si comprende che la situazione è completamente cambiata: «Però è così dappertutto – prosegue Scarano – occorre rilanciare la fiera, creando eventi, aumentando il numero di ambulanti che vendono prodotti tipici , animali, castagne, prelibatezze di stagione: insomma gli articoli che sono stati presi d’assalto».
Isabella Giardini


