Vigevano, bar e ristoranti apertura soft

Riaprono ristoranti e bar. Ma la ripresa dell’attività lavorativa che c’era prima va a rilento. Molto a rilento. Ce lo confermano i titolari dei bar e ristoranti che abbiamo interpellato. Alessandro Vara, uno dei quattro soci del bar- ristorante Largo 34 in piazza Ducale al civico 34, ci dice: «Si lavora, ma dalle 17 alle 18: è questo il momento nel quale vediamo più movimento, la gente entra prende un caffè o l’aperitivo, ma un’ora di lavoro è davvero troppo poco. Abbiamo fatto un po’ di attività di asporto in zona arancione, speriamo che da marzo la situazione si sblocchi definitivamente e si torni a lavorare come prima». E continua: «Adesso è un “sopravvivere” con il pensiero delle tasse da pagare. La nostra clientela viene sempre, ma a pranzo se prima avevamo una media di 30 coperti adesso ne contiamo 5, 6. Tra i servizi offerti la pausa pranzo è quella che ne ha più risentito. In questo bar oltre ai soci lavorano 16, 17 persone, se manca la clientela, quella che riempiva il locale e i dehors, fuori, le prospettive non possono essere rosee». Salvatore Rota titolare della pizzeria ristorante Rococò in piazza Ducale sottolinea: «Abbiamo aperto da lunedì di questa settimana, ma c’è poco, anche nell’asporto. Speriamo che la situazione migliori, ma se mi guardo intorno non riesco a non essere preoccupato: in piazza Ducale si vede poca gente: forse ci si è abituati a stare rintanati a casa ma non è un bel segnale». Dello stesso avviso anche Andrea Colombo titolare del bar pasticceria “Colombo” sotto i portici, che puntualizza: «E’ il primo giorno che siamo aperti e la gente si comporta come se fossimo ancora in zona arancione, manca il via vai di prima, le persone devono ritornare alle vecchie abitudini: riappropriarsi della piacevolezza di prendere un caffè al bar, di “coccolarsi” prendendo una bevanda calda al bar dove trovavi il barista con il quale scambiare due parole. Secondo me fino a dopo Pasqua la situazione non si sbloccherà». Guerino Francese, titolare del ristorante pizzeria Primavera di corso Torino 48, spiega: «Abbiamo aperto oggi e finora non ho avuto alcun riscontro. Facciamo sempre l’asporto ma quello non basta a sostenere un attività. Da oggi vedremo come andrà con il nostro giro di rappresentanti, di impiegati presso le aziende dei dintorni, che venivano a pranzare qui. Speriamo di riprendere la normale attività con il mese di marzo: ma contemporaneamente a quella arriveranno tasse e bollette: io, personalmente penso che la situazione non è e non sarà rosea, tutt’altro».

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