Andrea Ceffa torna in libertà e presto (a ore o a giorni) potrà tornare a indossare la fascia di sindaco di Vigevano. «Ringrazio tutti – sono le prime parole di un Ceffa particolarmente emozionato – in primo luogo la mia famiglia, da mia moglie e i miei figli ai miei genitori e tutta tutta la mia famiglia, ma anche tutte le persone che indirettamente, pur non avendo un contatto diretto con me, mi sono state vicine, dalle persone comuni alla Lega, partendo dal segretario Salvini che mi ha difeso e mi ha dato fiducia». Dopo tanto tempo a leggere e vedere le cronache relative alla sua vicenda giudiziaria, quello che parla al telefono è un Ceffa che ha voglia di comunicare, come emerge nell’intervista che L’Araldo pubblicherà in versione integrale sul numero in uscita venerdì e di cui qui riportiamo solo alcuni passaggi.

VERA FESTA Il primo giorno libero dalla misura cautelare che lo ha tenuto per sei mesi agli arresti domiciliari è iniziato alle 8.52 con la notifica della fine della misura stessa, ma è anche un giorno particolare: «Oggi è il compleanno di mia mamma, speravo tanto di poter festeggiare con lei, il fatto di poterle fare questo regalo lo vedo come un segno». Di certo è anche la fine del momento più difficile della sua vita, pubblica e privata.
Senza mia moglie, i miei figli, la famiglia non ce l’avrei fatta. Sono stati loro a darmi la forza di resistere e sarei stato pronto ad andare avanti ancora (in caso di rinvio a giudizio già deciso ed eventuale prosecuzione della misura cautelare, ndr), anche se in quel caso sarebbe stato giusto tenere conto delle esigenze familiari.
PRINCIPIO Una scelta quella di Ceffa, l’unico degli indagati a non essersi dimesso dall’incarico che ricopriva, passaggio che per le altre persone coinvolte dalle indagini è stato prodromico alla fine degli arresti domiciliari. «Per me è stata una questione di principio: in questi sei mesi ho cercato di resistere perché sono convinto di aver operato in maniera corretta. Non è stato un elemento di sfida o di contrasto alla magistratura, che farà il suo corso al quale io mi sono attenuto e mi atterrò, da uomo dello stato e delle istituzioni.
Semplicemente ho ritenuto di portare avanti l’idea di aver operato correttamente.

POLITICA Il ritorno in libertà coinciderà anche col ritorno al ruolo di sindaco (la sospensione era direttamente legata alla misura cautelare, secondo quanto prevede la legge), per il quale si attende un decreto del prefetto di Pavia nel giro di ore o pochi giorni, tanto che venerdì Ceffa potrebbe già ritornare di nuovo a tutti gli effetti a svolgere l’incarico di primo cittadino. Per ora nessuna valutazione specifica, ma l’apprezzamento per l’operato della giunta. «Ringrazio il vice sindaco facente funzioni per il lavoro svolto in un momento non facile. Ho cercato di resistere anche per il forte credo che avevo nel programma di mandato da portare a termine, è ovvio che la giunta ha cercato di mantenere le linee guida, però il programma è del sindaco ed è chiaro che mancando questa figura si complica tutto».
L’intervista completa venerdì su L’Araldo
Giuseppe Del Signore

