Vigevano, sequestrate armi finte dalla polizia locale

Tre persone deferite per violazione della legge che vieta il porto, fuori della propria abitazione o pertinenze, di armi proprie o improprie senza giustificato motivo, con il contestuale sequestro quattro pistole a salve e senza tappino rosso. Per la precisione si tratta di repliche di pistole Beretta 92FS 9mm e Beretta PX4 9 mm e un bastone estendibile in metallo dalla lunghezza totale di 42 centimetri: questo il risultato dell’operazione della Polizia locale che ha avuto luogo ieri, mercoledì 25 febbraio, presentata stamattina dal sindaco Andrea Ceffa, dall’assessore alla sicurezza Nicola Scardillo, dal comandante della Polizia Locale, Giuseppe Calcaterra assieme agli agenti Fabio Marzorati, Mattia Ganzini, con il vice comandante Daniela Locatelli.

L’OPERAZIONE «Ieri Marzorati e Ganzini durante un servizio di pattuglia alle ore 21 effettuavano un controllo in via Cappuccini – ha detto Calcaterra – notavano una Volkswagen Polo che si allontanava in direzione via Gravellona: dopo un breve inseguimento il veicolo veniva fermato e gli occupanti, cinque soggetti maggiorenni residenti a Vigevano ma provenienti dall’Albania, davano segni di nervosismo come a volere eludere il controllo». Quindi «gli stessi venivano sottoposti a perquisizione personale e veicolare – ha continuato – che ha permesso il rinvenimento delle armi appena citate». «Gli occupanti giudicavano il porto d’arma a scopo di gioco – ha detto Scardillo – divertendosi a sparare nelle aree di campagna: ma non erano in grado di giustificare l’assenza di tappino rosso per consentire la distinzione da armi vere ad armi a salve».

STAZIONE-BIVACCO: BASTA «Non voglio più vedere gente che bivacca in viale Mazzini – ha rimarcato Andrea Ceffa – che urina in giro. Certa gentaglia deve venire via di lì. Mi sono rotto le scatole. Adesso basta». In coda alla conferenza stampa della polizia il primo cittadino ha detto di «non poterne più della situazione che si vive quasi quotidianamente in viale Mazzini, che è frequentata da gentaglia che non deve restare più lì, a sporcare con i propri bisogni, a dormire sulle panchine. Anche l’area del palazzetto è attenzionata così come quella della stazione, dalle 17 alle 22 aumenta la presenza dei controlli. Io spero che basti: i cittadini devono poter vivere nella tranquillità» ha concluso il sindaco.

Isabella Giardini

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