Vigevano, verso una nuova politica abitativa

Un monitoraggio della situazione esistente e delle risorse disponibili per costruire una politica abitativa vicina alle esigenze dei cittadini. Sono questi i primi passi fatti dall’amministrazione Previde Massara per programmare le politiche della casa che riguarderanno la città ducale nei prossimi anni: scelte programmatiche che, al netto delle intenzioni di mandato, dovranno poggiare su basi realistiche.

STATO DELL’ARTE Partendo dallo stato dell’arte dell’edilizia residenziale pubblica comunale, che vede quasi un quarto degli appartamenti non utilizzabili. «Uno dei primi atti fatti a giugno è stato chiedere dati e il quadro che abbiamo trovato è complesso – spiega l’assessore Barbara Verza – il Comune dispone complessivamente di 173 alloggi e 43 risultano attualmente sfitti, per ragioni differenti». In diversi di questi casi sarebbero emerse necessità manutentive, impiantistiche o verifiche di conformità che incidono sulla possibilità di rendere gli alloggi disponibili: «Non useremo mai quello che abbiamo trovato come una scusa – ci tiene a precisare Verza – ma sarebbe altrettanto sbagliato nascondere ai cittadini il punto da cui partiamo: sulle politiche abitative ereditiamo criticità importanti, accumulate negli anni, che non possono essere risolte in poche settimane.

Questo deve essere detto con chiarezza, anche perché oggi la domanda abitativa è forte e ogni alloggio che, per diverse ragioni, non può essere assegnato rappresenta una risposta che manca a una persona o a una famiglia.

LA VISIONE Il compito delle Politiche abitative sarà partire proprio dai bisogni e lavorare affinché il sistema riesca progressivamente a dare più risposte. «Per quanto riguarda gli interventi sugli immobili, sarà necessario un lavoro coordinato tra i diversi settori dell’Amministrazione, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, individuando priorità e risorse disponibili» sostiene Verza, che precisa la volontà però di «tenere insieme solidarietà e responsabilità», con una visione «liberal democratica». «Oggi parlare di casa significa guardare oltre la sola edilizia residenziale pubblica. Ci sono certamente le situazioni di maggiore fragilità, che richiedono una forte protezione sociale, ma esiste anche una fascia sempre più ampia di cittadini che rischia di rimanere nel mezzo, persone che non necessariamente rientrano nelle condizioni di maggiore disagio ma che incontrano comunque difficoltà a sostenere i costi dell’abitazione».

RISPOSTE A bisogni diversi, insomma, risposte diverse: «Edilizia residenziale pubblica, housing sociale, collaborazione con il Terzo settore e, dove possibile, anche nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato. Non pensiamo che il Comune possa affrontare da solo un problema così complesso. Quello che vogliamo cambiare è soprattutto il metodo: passare dalla gestione delle singole emergenze a una vera politica abitativa, capace di conoscere i bisogni, programmare gli interventi sociali, mettere in relazione le diverse competenze – spiega l’assessore – Non promettiamo miracoli e soprattutto non promettiamo tempi che oggi non siamo in grado di garantire. Ma vogliamo misurare i problemi, stabilire delle priorità e verificare nel tempo i risultati».

Alessio Facciolo

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