Visite alle spoglie del “Beato” tra preghiere, richieste e speranze

Chi intende portare avanti le tradizioni della propria famiglia, chi chiede protezione per il futuro e chi è sempre stato e continua a rimanere devoto al beato Matteo.

IMPORTANZA Il 14 ottobre i vigevanesi non hanno mancato di fare visita al protettore di Vigevano alla chiesa di San Pietro Martire, rivolgendogli preghiere e invocazioni, e raccontando l’origine della loro devozione così come la speranza che anche le giovani generazioni e le future sappiano mantenere il legame con questo frate domenicano vissuto nel XV secolo. «E’ giusto celebrarlo, soprattutto ora che la nostra città sta attraversando un sacco di problemi – spiega Cosetta Rustioni, nata e cresciuta a Vigevano – è doveroso da parte dei cittadini chiedere la sua protezione. E’ dai tempi del mio primo esame universitario che vengo in questa chiesa per ricevere la benedizione del beato Matteo».

Fa parte della cultura vigevanese e ritengo fondamentale che anche le nuove generazioni capiscano e comprendano l’importanza del nostro protettore.

AUSPICI Chi spera in un futuro migliore per le proprie figlie, costrette a dover cercare un’occupazione stabile lontane dalla propria città. E’ l’auspicio di una mamma vigevanese che, dopo aver terminato le preghiere, ha accesso due candele al protettore della città ducale: «La mia primogenita è nata proprio questo giorno – ricorda – ed è proprio per questo motivo che ogni 14 ottobre mi reco nella chiesa di San Pietro Martire per pregare. Prego per una Vigevano migliore, perché in cuor mio non ho perso le speranze che la città possa ritornare un punto di riferimento per i propri abitanti, compresi i nostri ragazzi. Le mie due figlie si sono viste costrette a cercare lavoro altrove, per non correre il rischio di rimanere disoccupate ma soprattutto per aiutare me. Vorrei che la nostra città tornasse ad occuparsi in prima persona del futuro dei propri residenti».

RICORDI C’è chi invece vede nella figura del domenicano Carreri la possibilità di continuare a portare avanti le tradizioni della propria famiglia. E’ il caso della giovane Beatrice Ferri, che negli anni ha spiegato e tramandato l’importanza della devozione del co-patrono durante il proprio impegno di animatrice: «Sono legata alla figura del Beato da quando ero bambina, venivo in chiesa a pregarlo insieme ai miei nonni. Sono stati loro a trasmettermi questa passione. Avere un legame con il beato Matteo per me significa averlo con i miei nonni, con i loro insegnamenti e per forza di cose con il mio passato. Anche noi giovani abbiamo il dovere di portare avanti le tradizioni della nostra famiglia e della nostra città ed è quello che mi sono impegnata a fare man mano che crescevo».

PROTEZIONE Non manca chi come Carmen ricorda l’importanza che ha avuto «nell’aver aiutato spesso e volentieri Vigevano durante i momenti più difficili. E’ una figura di grande rilievo per la nostra città. Ogni anno mi reco in chiesa per pregarlo». Devoti vigevanesi, ma anche turisti e visitatori che hanno voluto informarsi sulla figura del Beato: «Volevamo capire come mai fosse così importante – affermano alcuni visitatori veneti – per una città che dal punto di vista artistico ci ha colpito particolarmente. Torneremo anche l’anno prossimo».

Edoardo Varese

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