Dipendenze / Un italiano su dieci fa uso di sostanze

Un italiano su dieci fa uso di stupefacenti. Il dato è stato comunicato lo scorso 26 giugno nell’ambito della “Giornata mondiale contro le droghe” durante un convegno organizzato dal Dipartimento politiche antidroga della Presidenza del consiglio dei ministri. All’incontro hanno preso parte anche la presidente Giorgia Meloni e il sottosegretario Alfredo Mantovani, il quale ha precisato che

in Italia 4.9 milioni di persone hanno fatto uso di sostanze illegali nel corso del 2022, il 10% della popolazione adulta

Lo stesso Mantovano ha evidenziato «nel 2022 un aumento del consumo tra gli studenti, poco meno di 1 milione tra i 15 e i 19 anni, il 40% della fascia d’età, con 120mia che hanno riferito un uso di venti o più volte di cannabis nel mese precedente alla rilevazione». Si tratta di numeri che riflettono il contesto post-pandemico, fatto di ritorno alla libertà e di maggiore fragilità, e che sono contenuti nella “Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendente in Italia”, di cui si attende la diffusione, in ritardo rispetto al solito.

PP Dipendenze - padre Marafioti e Roberto Mancini
padre Marafioti e il ct Roberto Mancini alla “Giornata mondiale antidroghe”

IL BACKGROUND In attesa della fotografia italiana più recente, è possibile rifarsi alla “Relazione europea sulla droga 2023” e al rapporto relativo al 2022. Nel comunicato che accompagna il primo documento l’Ue mette nero su bianco che «la disponibilità rimane elevata per tutti i tipi di sostanze, mentre continuano a crescere il volume e la complessità della produzione di droghe illecite in Europa». Alexis Goddel, direttore dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Emcdda), ha dichiarato che «i problemi legati alle sostanze illecite pervadono tutta la nostra società. Potrei riassumere la situazione con queste parole: dappertutto, tutto, tutti».

Non sono le droghe illecite note sono ampiamente accessibili, ma continuano a essere prodotte anche potenti nuove sostanze

E questo espone i cittadini «a violenze droga-correlate e alle loro conseguenze». In ambito comunitario la sostanza illecita più consumata è la cannabis, tanto che si stima che l’8% della popolazione adulta (15-64 anni) ne ha fatto uso nell’ultimo anno ovvero 22.6 milioni di persone. Al secondo posto si colloca la cocaina, con l’1.3% (circa 3.7 milioni di europei) e una diffusione sempre più ampia tra le categorie sociali emarginate.

NELLA PENISOLA Per avere dati affidabili relativi all’Italia è possibile fare riferimento allo studio Espad del 2022, una rilevazione di prevalenza sui consumi psicoattivi che considera sia le sostanze legali sia quelle illegali, nonché altri comportamenti a rischio (uso di internet, videogiochi, gioco d’azzardo) negli studenti tra i 15 e i 19 anni. Secondo quest’ultima nel 2021 il 24.1%, circa 621mila, ha usato almeno una volta nel corso della vita una sostanza tra cannabis, cocaina, stimolanti, allucinogeni e oppiacei, con una diffusione maggiore tra i maschi (27.1%) rispetto alle femmine (20.9%). Circa 44mila soggetti sono qualificabili come “poliutilizzatori” (9.7%). Quanto alla frequenza, il ricorso in 20 o più occasioni alla cannabis e 10 o più volte ad altre sostanze illegali, nel corso dei trenta giorni precedenti la rilevazione, è stato riscontrato nel 2.8% dei casi (72mila studenti). Il trend, si legge nella Relazione annuale,

ha evidenziato decremento sia per il consumo nella vita sia per quello riferito all’ultimo anno. I consumi nel mese e frequente, dopo il calo del 2020, risalgono

PP Dipendenze - pillole

CANNABIS In 613mila (il 23.7%) hanno dichiarato di aver provato la cannabis almeno una volta nella vita, il 17.7% nell’ultimo anno, il 2.5% almeno venti volte nel mese precedente l’intervista, tra chi vi ricorre nove su dieci ne fanno un uso esclusivo. Se si allarga lo sguardo al lungo periodo si nota che, dopo un calo nella prima parte degli anni Duemila, si era avuta una ripresa fino al 2015 e una stabilizzazione fino al 2020; solo con i dati del 2022 si potrà valutare l’impatto della pandemia, anche se le dichiarazioni del sottosegretario Mantovano sembrano alludere a un peggioramento. Significativa anche l’età del primo contatto: per la maggioranza (51.7%) tra 15 e 16 anni, per il 34.1% a 14 o meno.

NPS E DINTORNI Considerando le altre droghe, le Nuove sostanze psicoattive sono state assunte dal 4.8% degli studenti (125mila) almeno una volta nella vita, dal 3% nell’ultimo anno. Si tratta di cannabinoidi sintetici (spice), ketamina, “Salvia divinorum”, oppioidi e catinoni sintetitci, cui si affidano più i ragazzi delle ragazze. Il 77.9% li prende accanto alla cannabis, il 19.7% alla cocaina, il 13.3% agli stimolanti, il 7.8% all’eroina. Gli stimolanti (amfetamine, ecstasy, MDMA, ecc) sono stati usati almeno una volta dall’1.5% (quasi 39mila studenti), nei dodici mesi precedenti la rilevazione il 37.1% ha dichiarato l’assunzione almeno dieci volte. Circa 40mila giovani hanno assunto allucinogeni, dato in diminuzione a partire dal 2010, 25mila oppiacei (1%), con un trend in calo fino al 2016 e poi un consumo stabile nel mese e in lieve aumento per quello frequente, dipendenza ritenuta rischiosa dal 67.9% del totale e solo dal 29% degli utilizzatori. Il 2.3% degli intervistati riferisce di aver consumato cocaina almeno una volta nella vita: si tratta di 59mila ragazzi tra 15 e 19 anni, il 3.1% dei maschi e l’1.4% delle femmine, circa 6mila lo ha fatto almeno dieci volte nell’arco di un mese. Alla luce di questi dati «i trend di consumo nella vita, nell’anno e nel mese risultano in diminuzione a partire dal 2007. L’uso frequente della sostanza invece ha visto un lento incremento dal 2006 per un decennio per poi scendere sino all’ultima rilevazione». In oltre il 90% dei casi l’uso è in concorrenza nell’ordine con cannabis, stimolanti, allucinogeni, oppiacei.

POLIUSO Il 90.3% di quanti hanno fatto uso di sostanze psicoattive illegali ha usato una sola sostanza, il 6.1% due, il 3.6% almeno tre. Gli studenti che ne usano di frequente almeno una sono tra quelli che più spesso bevono alcolici o fumano tabacco quotidianamente, che in quota superiore sono esposti a ubriacatura e binge drinking e che hanno un profilo di rischio più alto per il gioco d’azzardo. Inoltre sono più coinvolti da comportamenti a rischio come danneggiamenti, furti, violenze, assenza dei genitori, rapporti sessuali non protetti, rapporti problematici con adulti, scuola e forze dell’ordine, incidenti alla guida.

PP Dipendenze - alcolismo

BACCO E TABACCO Se si considerano le sostanze legali – ma vietate ai minori – il fenomeno dipendenza assume dimensioni maggiori. Oltre 1.5 milioni di studenti in Italia, sei su dieci, hanno fumato almeno una sigaretta nella vita, con una prevalenza maggiore delle femmine (62.9%) rispetto ai maschi (39.9%), il 21.6% del totale almeno una al giorno nell’ultimo anno anche se «negli anni si è osservata una costante diminuzione degli studenti che hanno fumato sigarette». La maggior parte del campione fuma al massimo cinque sigarette al giorno (52.6%), da sei a dieci il 30.4%, tra undici e venti il 13.2%, oltre il 3.8%. Non c’è una percezione del pericolo costituito dal fumo, solo il 18.2% considera dannoso il consumo occasionale, si sale al 66.9% se si valuta chi ne fuma dieci o più al giorno. Occorre aggiungere poi che un milione di ragazzi ha usato almeno una volta nella vita le sigarette elettroniche, oltre 585mila nel solo 2021. Il fumo esclusivo di sigaretta riguarda il 21.7% del campione, l’uso esclusivo di e-cig il 2.9%, il 39% del totale fa uso di entrambe, portando la quota dei fumatori al 63.6%, per una complessiva stabilità dei consumi. Sono invece quasi 2 milioni quanti tra i 15 e i 19 anni hanno consumato almeno una bevanda alcolica nella vita, il 75.9%, 1.8 milioni lo hanno fatto nell’anno precedente la rilevazione, 1.6 nel mese precedente senza che si notino differenze sostanziali di genere. Il 4.4% degli intervistati ha bevuto alcolici venti o più volte nei trenta giorni che hanno preceduto il sondaggio, in questo caso più i ragazzi delle ragazze. Nello stesso periodo il binge drinking ovvero il bere tanto alcol in un tempo ristretto (cinque o più alcolici in un’unica occasione) ha interessato il 30.1% degli intervistati. Preoccupa infine il ricorso a psicofarmaci senza prescrizione medica, che almeno una volta della vita è stato sperimentato dal 10.5% dei giovani, con «trend di consumo in tendenziale aumento» fino al 2017, per poi diminuire fino al 2020 e quindi aumentare di nuovo nel 2021.

Giuseppe Del Signore

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