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In una città dove gli anziani rappresentano il 23.2% della popolazione, trovare dei servizi a loro dedicati diventa una priorità, anche se non è sempre così scontato. L’Italia è un paese vecchio, che in futuro lo sarà sempre di più, e che non dimostra un’attenzione sufficiente alle esigenze della terza età. Un quadro che si ritrova anche a Vigevano e in Lomellina, ma che con l’integrazione di alcuni servizi può cambiare.
CARENZE A sottolineare questo aspetto anche il dottor Nicola Allegri, psicologo e psicoterapeuta che, già in un primo piano dell’11 novembre 2023, dedicato proprio al tema anziani, aveva notato questo aspetto. «Per il lato sociale, dal mio punto di vista
vi è una forte carenza di centri di aggregazione e di tutti quei luoghi che possano dare ampio spazio alla socialità e allo svago dell’anziano
– dichiarava Allegri – In generale mancano tutti quei luoghi che possano fornire una risposta sanitaria sia dal punto di vista neurologico, sia dal punto di vista geriatrico». Ma se in Lomellina ci sono pochi centri per l’aggregazione dell’anziano, bisogna partire da quelle che sono le note positive per creare nuove opportunità. Tra queste l’Università per il tempo libero e la terza età che, sempre secondo Allegri, «è tra i fiori all’occhiello della città ducale, che da anni offre occasioni e corsi per contrastare il decadimento cognitivo e favorire la stimolazione delle attività».

IDEE Sostenere una corretta educazione alimentare e fisica, coinvolgendo i soggetti anziani in un’interazione interpersonale, con attività che stimolino le capacità cognitive e mentali, sembra essere la ricetta giusta per un buon invecchiamento. Tra i possibili interventi, l’introduzione di nuovi centri diurni per quegli anziani autonomi che hanno paura di chiudersi nella solitudine. Centri che, oltre a promuovere la socialità, possano dare la possibilità agli anziani di qualsiasi ceto sociale di praticare attività sportiva, rafforzando sia il benessere fisico sia la qualità della vita. Non solo aiuti volti alla cura della persona, ma che possano contribuire a creare il cosiddetto invecchiamento attivo, fornendo aiuto con gli strumenti tecnologici, ma anche soluzioni per il problema dei trasporti verso le strutture ospedaliere. Non a caso un’indagine condotta da Cisl in ambito regionale ha rilevato che, tra i cittadini che hanno rinunciato alle cure nel 2022, in provincia di Pavia il 40.5% lo ha fatto per la scomodità fisica o organizzativa: nel caso di distanza, mancanza di trasporti, orari scomodi «sono particolarmente interessate le persone con età fino ai 45 anni e gli over75».
SANITÀ A tal proposito, da non dimenticare il progetto del nuovo ospedale, proposto dal sindaco di Vigevano Andrea Ceffa col sostegno di diversi altri primi cittadini della Lomellina come punto di riferimento del territorio. Una partita aperta ma che non si chiuderà in tempi brevi, con un orizzonte quanto meno decennale. Secondo le parole del consigliere regionale Andrea Sala, il nuovo nosocomio potrebbe «servire un bacino di utenza di oltre 120 mila persone», tra questi i molti anziani vigevanesi e lomellini, spesso le prime vittime dei disservizi sanitari.
Rossana Zorzato

