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In una società sempre più frenetica e rumorosa, il silenzio diventa l’ingrediente più prezioso per la tranquillità, ma soprattutto per la salute uditiva. Ormai abituati a vivere in un ambiente mediamente rumoroso, le varie frequenze a cui si è esposti possono mettere a rischio l’udito, ragion per cui bisogna correre ai ripari.
TIPOLOGIE «I rumori, a una certa intensità, provocano un danno uditivo – spiega il dottor Eugenio Vecchi, otorinolaringoiatra per diversi anni primario presso l’ospedale Civile di Vigevano – ma non sono tutti uguali. Tra le varie caratteristiche del rumore, si può affermare che vi siano tre tipologie di suoni: quelli costanti e continui, quelli impulsivi e i rumori di fondo». Se quest’ultima tipologia di rumore è quella meno pericolosa per la salute uditiva, una particolare attenzione bisogna riservarla a una categoria particolare di suoni. «I rumori peggiori per l’udito sono quelli industriali – continua Vecchi – che quantitativamente creano la maggior frequenza di danni uditivi. Chi lavora a stretto contatto con alcuni macchinari è esposto per parecchie ore a una certa intensità, il che porta a una maggiore probabilità di sviluppare danni se non adeguatamente protetti». Leggermente diversa la situazione per i rumori che animano le città, anche se non bisogna sottovalutarli.
Per quanto riguarda i rumori urbani in genere non sono così pericolosi, tranne quelli impulsivi. Tra questi, un motociclo a marmitta aperta, il rumore di un martello pneumatico o quello di una sega a motore possono essere dannosi.
PROTEZIONE Se da un lato a determinare danni all’udito è soprattutto un’esposizione continua, a giocare un ruolo cruciale è l’intensità. «Il rumore si misura in decibel – racconta l’otorinolaringoiatra – ovvero un’entità che misura la pressione acustica generata dal rumore. Se l’intensità di un determinato rumore supera gli 85 decibel e si rimane esposti in modo continuativo, allora i rischi di sviluppare dei danni sono alti». Nelle industrie i lavoratori sono dotati di sistemi di protezione come cuffie e tappi da inserire all’interno delle orecchie, più difficile è proteggersi nella vita di tutti i giorni. «Quando il rumore supera una certa intensità innesca nell’orecchio una contrazione di un muscolo attaccato alla staffa. Questo muscolo, chiamato stapedio, smorza di circa 25 decibel la rumorosità in arrivo, attenuando come uno scudo protettivo i rumori gravi, mentre passano quelli acuti». A incidere sulla salute uditiva non solo rumori ed età, ma anche altri fattori. «Tra questi alcuni tipi di farmaci, detti ototossici, come l’aspirina in alte dosi, ma anche altre problematiche come diabete e vasculopatie».
Rossana Zorzato

