Un appello alle istituzioni per chiedere l’abbassamento del numero minimo di alunni per formare le classi. Le scuole dei comuni lomellini inserite nell’Area interna faticano a rimanere aperte, ma si impegnano a fornire tutti i servizi necessari per garantire formazione e educazione dei propri alunni.
LA SITUAZIONE Per citare alcuni esempi, la scuola primaria di Parona ha 97 iscritti, 81 dei quali usufruiscono del servizio mensa. Rispetto all’anno scorso la scuola elementare presenta dieci alunni in più. Sono presenti anche servizi di pre e post scuola, con dieci adesioni. A Pieve del Cairo per aumentare il numero degli iscritti si punta a fornire alcuni servizi in modo gratuito, ma non mancano le richieste di aiuto. E una arriva direttamente dai sindaci: «Chiediamo alla Regione e al Ministero un abbassamento del numero minimo necessario a tenere aperte le scuole, visto il continuo calo delle nascite, un fenomeno che riguarda da vicino il territorio lomellino ma in generale il pavese nel suo insieme». È l’appello di Niccolò Capittini, sindaco di Pieve del Cairo, dove il Comune ha puntato tutto sull’istruzione, cercando di fornire sempre più servizi e abbassando la quota per la mensa interna delle primarie. «Abbiamo il servizio gratuito dello scuolabus, e un progetto musicale di inclusione, e tutto questo nel 2024 ha aumentato il numero degli iscritti: 35 all’asilo, 90 alle primarie, e 75 alle medie. Nel 2024/25 la prima media conta 14 ragazzi, il prossimo anno saranno 26. Anche le elementari sono in leggera crescita, con 11 iscritti nella prima classe. Nonostante il calo demografico i numeri fanno ben sperare e le scuole sono garantite, ma lo Stato deve abbassare il minimale per la formazione delle classi, perché si fa sempre più fatica. Nei 10 anni precedenti abbiamo perso 300 abitanti, ora c’è una leggera controtendenza: da quando sono sindaco ne abbiamo recuperato qualche decina. Nel 2021 a Pieve c’erano 1752 abitanti, nel 2024 siamo risaliti a 1786. Insomma, le scuole a Pieve non chiudono, anzi si rilanciano: un segnale che bisogna tenere in considerazione anche per il futuro». Merito anche di alcune famiglie arrivate dall’Argentina, che hanno aumentato il numero degli alunni iscritti alla scuola.
TESTI GRATUITI Una situazione che ricalca quella di Sartirana: «In tutto abbiamo una sessantina di persone (di cui 25 bambini e ragazzi) provenienti da Buenos Aires – spiega il sindaco Pietro Ghiselli – e da altre città dove la sicurezza è in pericolo a causa della criminalità, rappresentata soprattutto da narcotrafficanti provenienti dal Messico, con persone (anche bambini) rapite per strada. A Sartirana invece i ragazzi possono girare indisturbati all’aperto e questo per le loro famiglie è già un gran sollievo. Nel 2000 avevamo 1.980 residenti, che nel 2021 erano calati a 1.450, per poi risalire a 1.530 nel 2024. La scuola è una priorità per il Comune, che a ogni alunno di prima media grazie al contributo del Comitato sagra della rana e alla fondazione Bagliani fornisce gratuitamente i libri di testo che serviranno in gran parte per l’intero triennio, e una tastiera per lo studio della musica, che è una delle attività a cui è stata riservata un’aula apposita, insieme a scienze e informatica. Il programma didattico è particolarmente ricco da questo punto di vista». Non mancano poi altri servizi e percorsi di studio che comprendono le lingue straniere e un campo sportivo. «Poi – prosegue Ghiselli – ci sono corsi di inglese e spagnolo, e una grande attenzione allo sport, con un campo di calcio coperto riscaldato nell’area dei giardinetti estivi, vicino alle scuole. Dove c’è la scuola ci sono servizi per le famiglie, e il paese non rischia di diventare un dormitorio».
Questo è importante per noi, perché nonostante siamo classificati Area Interna, cerchiamo di fare in modo di non rimanere senza scuola.
LE PLURI-CLASSI E i paesi più piccoli, quelli dove il calo demografico si sente maggiormente? «A Zeme – racconta il sindaco Massimo Saronni – abbiamo 15 bambini alla scuola dell’infanzia, che è una sezione distaccata della paritaria Regina Pacis di Mortara, e 28 alla primaria. Quest’anno gli iscritti al primo anno sono non più di 5, ma per fortuna abbiamo la pluriclasse che ci permette di non chiudere. Questa soluzione è in uso da tempo, basta pensare che nel 1972-73 a Semiana (io vengo da lì e sono del ’67) in prima elementare eravamo solo due alunni. A Zeme le medie non ci sono più da almeno 20 anni, ma puntiamo tutto sull’asilo nido, che vogliamo aprire nel settembre 2026. Anch’io mi unisco all’appello del collega di Pieve del Cairo per abbassare il numero minimo, è un’istanza che abbiamo portato già in Regione: il calo demografico porta necessariamente a rivedere i numeri». Alle elementari di Ottobiano per l’anno prossimo i nuovi iscritti sono 8: «Questo numero – rende noto il sindaco Pierangelo Cecchetto – va a pareggiare gli alunni che usciranno dalla quinta. Per i ragazzi delle medie abbiamo lo scuolabus che li porta a Lomello, dove a volte il Comune ci dà una mano. Nella nostra scuola abbiamo la mensa e i servizi di pre e dopo scuola, che vanno avanti da 30 anni».
Ab, Ev, Dz

