Nella fortezza più grande d’Europa nessuno poteva entrare, né turisti, né cittadini. Anche perché, tra quelle mura, letteralmente a due passi dalla piazza Ducale, fino agli anni ‘60 marciavano i soldati.
DOCUMENTI Tratterà documenti inediti “Quando il Castello di Vigevano era una caserma”, conferenza che si svolgerà venerdì 21 febbraio all’auditorium San Dionigi, di proprietà della Fondazione di Piacenza e Vigevano. L’ingresso, come sempre, è libero. L’evento è parte del programma relativo alla mostra “Vigevano 1494 – Ludovico il Moro e la città che sale”. Quest’ultima mostra non terminerà più il 23 febbraio, come da programma, ma domenica 9 marzo.
Due settimane in più di visita per due motivi – spiegano dal Comune – l’afflusso importante di visitatori (erano 160 solo domenica scorsa) e la richiesta arrivata da diversi atenei di visitarla dopo la conclusione della sessione di esami.
CASERMA Il relatore dell’incontro del 21 sarà Pier Luigi Muggiati, responsabile dell’Archivio storico e dei Musei civici di Vigevano nonché autore di vari saggi sulla storia di Vigevano. «Tutti i vigevanesi – spiega Muggiati – sanno che il loro castello è stato utilizzato come caserma fino ad anni relativamente recenti, ma non tutti conoscono la storia della presenza dei militari e soprattutto non sanno quali tracce lasciate dai soldati sono ancora visibili». Muggiati illustrerà proprio quello che c’è ancora di quel periodo, come scritte, targhe, graffiti, resti di arredi sparsi in tutte le zone del castello, in particolare quelle parti non accessibili al pubblico. Inoltre, la relazione sarà accompagnata da immagini d’epoca sulla presenza dei militari in città, e soprattutto verrà presentato un documento inedito, trovato in occasione di recenti ricerche d’archivio, che illustra con dovizia di particolari l’utilizzo del castello quale caserma intorno alla metà dell’800.
MOSTRA La mostra “Vigevano 1494 – Ludovico il Moro e la città che sale” Espone riproduzioni di documenti d’archivio, fotografie, cartografia antica, rilievi, molti dei quali eseguiti per l’occasione, modelli lignei, anch’essi prodotti per l’esposizione tra cui quello che riproduce il castello com’era 530 anni fa. Gli appuntamenti continueranno anche nel week end e la prossima settimana: domenica 23 febbraio, ore 10.30, in Castello (Sala dell’Affresco) la storica Luisa Giordano esporrà la “Traccia per la storia della chiesa di San Pietro Martire”; venerdì 28 invece si tornerà a San Dionigi, ore 21, per “L’invenzione del promontorio”, conferenza di Sandro Rossi.
Alessio Facciolo

