Sugli aumenti alla Tari volano gli stracci in consiglio. È un bisticcio in famiglia, tutta interno alla maggioranza, quella andata in scena durante l’ultimo consiglio comunale: da una parte la Lega, dall’altra Fratelli d’Italia, entrambe determinate a rivedere (possibilmente verso il basso) le tariffe della tassa sui rifiuti, ma evidentemente in disaccorso sul metodo con cui discutere della vicenda.
LA QUESTIONE Tutto si è consumato in occasione del punto all’ordine del giorno dedicato all’approvazione delle tariffe Tari per l’anno 2025, che prevedono aumenti sia per le utenze domestiche, sia per quelle “commerciali”. Nei giorni precedenti al consiglio, sia a mezzo stampa sia per voce dei soliti beninformati, era trapelata però la contrarietà di Fratelli d’Italia (e nella fattispecie del suo segretario cittadino Paolo Iozzi) ad aumentare le tariffe, riservandosi la possibilità di discuterne successivamente. Un “fuori onda” che non è però piaciuto molto agli alleati della Lega, che per voce della consigliera Roberta Porta Fusero ha chiesto di rinviare il punto, accreditandosi però la volontà primigenia di abbassare la tassa: «Chiediamo di rinviare il punto perché riteniamo che ci siano da fare valutazioni più accurate – spiega la leghista – era una proposta sulla quale ci eravamo confrontati alla fine della commissione, l’avevamo condivisa con Fdi e il resto della maggioranza: tutti si erano detti d’accordo, sono sopresa dal vedere qualcuno se la sia attribuita». Tra le puntualizzazioni fatte da Porta Fusero, anche il fatto che gli aumenti delle utenze domestiche non siano «del 16%, come riportato, ma del 2-3%». La cifra del 16% era però stata confermata anche da un comunicato diramato pochi giorni prima dallo stesso comune: insomma, sul tema (e anche su cosa comporti spostare la votazione del punto, per una tariffa in buona parte fissata da Arera e decisa lo scorso anno) sembra non essere tutto chiarissimo.
COERENZA Forse allora è un bene che la proposta di rinvio di Porta Fusero, sia passata, con il voto contrario dell’opposizione ma, come detto da lei, «condivisa da tutta la maggioranza». Non proprio tutta, a dire il vero: tra i “non favorevoli” infatti spiccava il voto di Paolo Iozzi, di Fratelli d’Italia. Aria di crisi in vista? Ma no, normale dialettica politica, dicono i diretti interessati. Off the records, a taccuini chiusi, la Lega nega qualunque spaccatura in seno alla maggioranza, pur rivendicando la paternità dell’idea di prendersi del tempo per riflettere meglio sugli aumenti. A consiglio comunale terminato, Paolo Iozzi rivendica il suo voto contro come un atto di coerenza: «Io non ho mai detto di voler ritirare il punto, ma di ridiscuterlo. Io cerco soltanto di essere coerente».
Alessio Facciolo

