In Lombardia una persona su quattro tra i 35 e i 74 anni ha la pressione alta, ma soprattutto 2 ipertesi italiani su 5 non lo sanno. Questo il dato che emerge dall’indagine 2023 dell’Italian Health Examination Survey – Progetto Cuore, promossa dal Ministero della salute e coordinata dall’Istituto superiore di sanità. Lo studio, che rientra nel Piano nazionale della prevenzione, ha preso in esame i principali indicatori di salute legati alle malattie non trasmissibili, come ipertensione, colesterolo alto, diabete, sovrappeso e stili di vita sedentari. Fattori che riguardano tutti da vicino, nessuno escluso.

DATI Secondo il report, «il 26% degli uomini e il 14% delle donne presenta una pressione arteriosa elevata», ovvero con valori pari o superiori a 140/90 mmHg. Ma ciò che allarma ancora di più è la scarsa consapevolezza del problema. «Il 38% degli uomini e il 21% delle donne con pressione elevata non sa di esserlo», si legge nel documento. Un problema silenzioso che aumenta il rischio di infarto e ictus, spesso senza dare sintomi evidenti. Valori elevati dovuti anche a fattori determinanti quali l’eccesso di peso. Non a caso, il 47% degli uomini è in sovrappeso e il 18% obeso; mentre tra le donne il 32% è in sovrappeso e il 16% obeso. Una tendenza in lieve crescita rispetto all’ultima rilevazione per quanto riguarda gli uomini, mentre appare stabile per le donne. Tuttavia il quadro si complica ulteriormente osservando i dati sull’assetto lipidico. Sempre secondo l’indagine, più della metà della popolazione esaminata ha livelli di colesterolo totale sopra i limiti raccomandati, dove «il 58% degli uomini e il 55% delle donne hanno una colesterolemia totale superiore a 190 mg/dl». Quanto al diabete, i numeri parlano di una condizione ancora contenuta ma tutt’altro che irrilevante.
Il 6.4% degli uomini e il 4.2% delle donne presenta una glicemia elevata o ha una diagnosi di diabete.
RISCHIO Una situazione che si rispecchia anche a livello territoriale, oltre che regionale. «Anche in Lomellina c’è un aumento di tutte le patologie croniche e di tutti i fattori di rischio – spiega il dottor Alessandro Rubino, medico di famiglia e vicesegretario Fimmg Pavia – Una cronicità che aumenta in primo luogo per l’invecchiamento della popolazione, ma anche per tutta una serie di fattori e stili di vita modificabili come una alimentazione non corretta, stress e sedentarietà». Importante è quindi non uscire dalla carreggiata per ripercussioni future. «Non dobbiamo perdere le buone abitudini come la dieta mediterranea, ricca di verdure, fibre e pochi grassi – continua Rubino – L’ipertensione oltre ad essere una patologia, dovuta a predisposizioni familiari o a fattori modificabili, è essa stessa un fattore predittivo, cioè un fattore di rischio per tante altre patologie. Chi ne soffre è infatti più esposto a ictus, infarti, insufficienze renali e arteriopatie». Ma in alcuni casi è possibile guarire. «Alcuni miei pazienti sono riusciti a ridurre la pressione arteriosa perdendo peso e facendo attività fisica, dimenticandosi della pastiglia – conclude Rubino – ma riguarda solo chi ha un’ipertensione dovuta a fattori modificabili e non familiare».
Rossana Zorzato


