Anche stare seduti per ore davanti a un computer può provocare danni alla salute. Posture scorrette, immobilità e mancanza di pause attive possono tradursi in dolori alla schiena, al collo, alle spalle e perfino al polso o al braccio che utilizza il mouse. Per questo lo scorso luglio gli Istituti clinici di Pavia e Vigevano hanno tenuto il progetto “AllenaMenti da scrivania”, rivolto ai dipendenti. A coordinarlo il dottor Luca Marin, responsabile dell’Area riabilitativa presso l’Istituto di Cura città di Pavia.
CAMPANELLI D’ALLARME «Le patologie legate al lavoro d’ufficio sono abbastanza note e riguardano soprattutto la colonna vertebrale – spiega Marin – Se non si fanno pause e non si dedica un minimo tempo al ristoro, si rischiano problemi posturali che possono sfociare in situazioni dolorose. Anche chi lavora molto con il computer può sviluppare disturbi al polso e al braccio che utilizza il mouse». Tra i segnali a cui prestare attenzione ce ne sono alcuni molto comuni e sottovalutati. «Un classico è quando ci si alza dopo tante ore seduti e non si riesce a raddrizzarsi subito – racconta il professionista, che è anche membro del Laboratorio di attività motoria adattata (Lama) dell’Università di Pavia e del Laros – Laboratory for Rehabilitation and Orthopedic Surgery – È il segnale che la catena muscolare anteriore si è accorciata. Oppure guardandosi allo specchio si nota una postura più curva o il capo proiettato in avanti. Sono campanelli d’allarme e significa che qualcosa sta cambiando nell’equilibrio muscolare e posturale».
DOLORI E SOLUZIONI A ciò si aggiungono i dolori veri e propri, tra questi cervicalgie, tensioni alle spalle o alla zona lombare.
In questi casi è necessario intervenire subito – sottolinea Marin – La prevenzione parte da una corretta igiene posturale e da un’ergonomia adeguata della postazione di lavoro.
Gli accorgimenti pratici sono semplici ma fondamentali con sedia ergonomica con sostegno lombare, schermo del computer posizionato all’altezza degli occhi, braccia comodamente appoggiate al piano della scrivania senza dover sollevare le spalle, ginocchia flesse a novanta gradi e piedi ben piantati a terra. «Se non si arriva a toccare il pavimento può bastare uno sgabello per garantire il giusto appoggio».
L’INIZIATIVA Il progetto “AllenaMenti da scrivania” ha proposto ai dipendenti quattro incontri, con una formula semplice e accessibile. «In ogni uscita abbiamo presentato tre esercizi, partendo dalla consapevolezza posturale. Poi abbiamo introdotto gli “Active Break” ovvero pause di tre minuti per interrompere il lavoro e muoversi. Infine abbiamo condiviso dei video con esercizi da svolgere anche a casa, come prevenzione a lungo termine». Imparare la postura corretta, creare un ambiente di lavoro “ecologico” e proporre semplici routine di movimento quotidiano, questi gli obiettivi principali del progetto. «Però questi esercizi non sostituiscono un’attività fisica regolare. Il nostro è stato un intervento mirato che deve inserirsi in uno stile di vita attivo. Per questo è bene camminare almeno due volte alla settimana per trenta minuti, ma anche dedicarsi ad attività di resistenza e di stretching è fondamentale». Ma il beneficio non è solo muscolare. Distogliere l’attenzione dal computer e concentrarsi sugli esercizi ha anche un effetto sul sistema nervoso.
Si abbassa il livello di tensione, migliora la soglia di attenzione e si rilassa automaticamente la muscolatura. Tutto è collegato, il benessere fisico e quello mentale non possono essere separati.
Rossana Zorzato

