In Italia si assumono sempre più farmaci. Questa la fotografia emersa dal nuovo rapporto OsMed dell’Aifa che evidenzia un Paese in prima linea nell’assunzione di farmaci, con una spesa complessiva che nel 2024 ha raggiunto i 37.2 miliardi di euro.
IL RAPPORTO Il dato segna un aumento del +2.8% rispetto all’anno precedente e conferma una tendenza strutturale. Cresce soprattutto la spesa pubblica, arrivata a 26.8 miliardi (+7.7%), mentre cala quella sostenuta direttamente dai cittadini, scesa a 10.2 miliardi (-4.6%). Un paradosso solo apparente, che riflette l’ampliamento del ricorso a terapie innovative. Il rapporto, pubblicato a novembre 2025, analizza nel dettaglio consumi, tipologie di prescrizione e differenze territoriali. Nel 2024, il 68% degli italiani ha ricevuto almeno un farmaco. Le donne più degli uomini, gli anziani molto più dei giovani. Dopo i 65 anni infatti oltre metà della spesa e delle dosi totali è assorbita da una fetta di popolazione che presenta sempre più frequentemente politerapie complesse. Sul fronte pediatrico invece, cresce il peso degli psicofarmaci, pur restando su livelli relativamente contenuti. Basti pensare che dal 2016 la loro prescrizione è più che raddoppiata, un fenomeno in linea con quanto osservato a livello internazionale.
TERRITORIO Accanto ai grandi trend globali però, c’è anche la quotidianità dei medici di medicina generale e delle farmacie territoriali. «Sicuramente tra i farmaci più richiesti e abusati ci sono analgesici, antinfiammatori, antibiotici e inibitori della pompa protonica, come il pantoprazolo – spiega il dottor Giorgio Rubino, presidente dell’Associazione Medici di famiglia – È bene sensibilizzare i pazienti sull’uso di questi farmaci e consultare sempre il medico prima di assumerli perché l’abuso può portare a conseguenze serie». A Vigevano i professionisti confermano un quadro molto concreto dei bisogni reali dei cittadini. «In questo periodo vendiamo soprattutto antinfiammatori, farmaci per tosse e mal di gola, oltre agli integratori per rinforzare le difese», spiega il dottor Riccardo Spalla della farmacia Moroni. Una fotografia condivisa dalla dottoressa Silvia Dell’Acqua della farmacia San Francesco. «I mali di stagione restano il motivo principale di richiesta, senza dimenticare l’interesse crescente per le vaccinazioni». I due farmacisti concordano sul fatto che
la domanda segue in modo molto preciso l’andamento delle sindromi influenzali e respiratorie tipiche dei mesi freddi.
CRESCITA Nel complesso, i dati nazionali mostrano un consumo sempre elevato di antibiotici, nonostante un lieve calo nell’ultimo anno e una spesa in crescita per i vaccini, trainata soprattutto da quelli per varicella Zoster e papilloma virus. Rimane forte anche il peso delle terapie cardiovascolari, ancora la classe più prescritta e più costosa nella convenzionata. Il rapporto OsMed, da oltre vent’anni punto di riferimento per medici e istituzioni, evidenzia dunque un’Italia che cambia, ma non troppo. L’innovazione avanza, i consumi si modificano, ma il ricorso ai farmaci resta un pilastro (troppo spesso abusato) della salute pubblica.
Rossana Zorzato
(ha collaborato Ig)


