Garlasco, una nuova vita per l’ex orfanotrofio Serafini

A Garlasco, dietro i cancelli ormai silenziosi dell’ex orfanotrofio Serafini, qualcosa ricomincia a muoversi. L’associazione “La Chiocciola”, realtà locale che da anni costruisce percorsi di autonomia per persone con disabilità, ha ottenuto dal Comune l’affidamento della struttura.

La Chiocciola

NUOVA FASE Si apre così una nuova fase, che arriva dopo mesi di lavoro e un bando pubblico in cui l’associazione è stata l’unica a presentarsi con un progetto concreto e dettagliato. “La Chiocciola”, già impegnata in via Realetta con la comunità di “Villa Federica”, da poco inaugurata, ha messo sul tavolo un piano che punta sulla continuità: accoglienza, autonomia, spazi condivisi e presenza costante sul territorio. Un modello che ha convinto l’amministrazione, come conferma l’assessore ai servizi sociali Riccardo Invernizzi: «Di fatto, si tratta di un grande risultato politico: una struttura così importante, nel centro della nostra città, sarà gestita da un’ente di eccellenza che siamo certi sarà in grado di valorizzarla garantendone la forte importanza sociale. Tengo a ringraziare tutti i colleghi che hanno compreso e supportato l’urgenza chiesta per velocizzare l’iter burocratico, e gli uffici che hanno lavorato con grande professionalità per la stesura di tutti gli atti tecnici necessari. Complimenti alla Chiocciola per l’aggiudicazione; è una realtà seria, che ha dimostrato negli anni di saper lavorare con competenza. Il progetto è eccellente e la finalità sociale è di primaria importanza».

Come spesso ho ribadito, con impegno, buon senso e pragmatismo si ottengono importanti risultati politici e amministrativi. Questo passaggio darà un valore aggiunto a tutta la comunità.

IL PROGETTO Il progetto immaginato per l’ex Serafini si apre in due direzioni. Da una parte quattro appartamenti destinati a persone con fragilità sociali, che potranno intraprendere un percorso graduale verso una vita più autonoma. Dall’altra un grande salone pensato per i più giovani, dove il servizio Safd potrà seguire ragazzi con disabilità tra i 16 e i 35 anni, accompagnandoli nello sviluppo delle capacità relazionali e professionali. Non mancano le prospettive future: il Comune sta valutando possibili collaborazioni con enti del terzo settore per ampliare l’offerta di attività e formazione, con l’obiettivo di rendere lo stabile un vero punto di riferimento per il territorio.

Davide Zardo

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