Ha contribuito al successo dell’Open League di karate, disputatasi per la prima volta a Vigevano. Ha firmato autografi, salutato i suoi tifosi e tra una foto e un’altra ha raccontato la sua storia.
UN CAMPIONE Matteo Avanzini campione del mondo senior dei pesi massimi di kumite a soli 21 anni, cresciuto proprio nelle palestre lombarde prima del salto definitivo nel panorama internazionale. Ed è anche grazie a lui che Vigevano è stata osservata con attenzione per tre giorni: «È bello constatare che il nostro movimento è in crescita. Il karate è uno sport bellissimo che merita più di quanto ha in questo momento, perchè insegna armonia e il rispetto per il prossimo. Spero di fare anche io, con la mia figura, qualcosa per farlo rientrare nel programma olimpico. E spero, una volta rientrati, di vincerle. È un sogno gigante essere nell’olimpo, ancora più dell’essere campione del mondo.
È possibile che si realizzi, non siamo uno sport di nicchia e abbiamo tantissimi praticanti in tutto il mondo, ma c’è bisogno di un lavoro di coordinazione tra politica e World Karate Federation, per il miglioramento di tutto il sistema di competizioni.
INIZIO PER GIOCO Avanzini insomma guarda avanti, ripensando però a quando ha avuto inizio la sua passione per questo sport: «Inizialmente il merito è stato sicuramente quello di mio padre, che mi ha spronato sin da qjuando avevo 6 anni e poco più a farmi crescere la passione per questo sport e anche a provare a praticarlo. Sono quindi entrato a far parte del team muggiorese Wa Yu Kai. La mia indole sin da sempre di ragazzo vivace e allegro è stato anche l’input che mi ha permesso di capire davvero che questa disciplina fosse fatta apposta su misura per me». Tutto ha avuto inizio per gioco, per «divertimento: giocavamo con i palloncini, c’erano percorsi a ostacoli, e cose del genere, raramente si praticava kumite (combattimento). Andando avanti con l’età, le cose cambiano e ci si specializza intraprendendo un percorso agonistico. Personalmente, ho iniziato a competere a 12/13 anni. Per i primi 2 anni praticavo sia il kata che il kumite; poi, andando avanti on l’età ho capito che il kumite, il combattimento vero e proprio era la strada che dovevo seguire. A 15 anni ho partecipato a una competizione giovanile molto importante, forse la più importante se escludiamo la nazionale, ovvero la Youth League di Venezia, in cui sono riuscito ad arrivare a conquistare il bronzo». Da tre anni fa parte delle Fiamme Gialle ma il karate continua a essere «la mia più grande passione, perchè insegna a saperci autocontrollare in ogni situazione».
Edoardo Varese


