Vigevano, rivoluzione tra i banchi del municipio

Un’opposizione (quasi) tutta di facce note, una maggioranza in gran parte di esordienti. Con la vittoria di Paolo Previde Massara, il consiglio comunale di Vigevano cambia radicalmente volto, non solo come forze di governo, ma proprio come rappresentanti, con un gran numero, ben 15, di esordienti assoluti tra i banchi dell’assise cittadina.

IN MAGGIORANZA Nessuno, tra i 9 consiglieri eletti di Forza Italia e i 6 di Lab27029 che comporranno la maggioranza, sedeva in consiglio comunale nella passata legislatura. Soprattutto negli “azzurri” però non manca chi di politica ne ha masticata parecchia: Silvia Piani, ai tempi in quota Lega, tra il 2018 e il 2021 è stata addirittura assessore regionale; Marco Demarziani negli ultimi anni ha guidato come segretario la sezione locale di Fi, mentre Andrea Di Pietro è almeno da un decennio un protagonista nella galassia del centrodestra vigevanese. Piani e Demarziani, assieme a Domenico Cassese (funzionario di polizia locale e figlio di Gennaro Cassese, ex comandante dei carabinieri di Vigevano), sembrano essere tra i nomi più chiacchierati anche in chiave giunta: un loro coinvolgimento come assessori potrebbe aprire le porte del consiglio a Lucrezia Caresana e Rimma Garifullina, unica tra i “vecchi” consiglieri di Fi ricandidata. Garifullina, di origine tatara, nel caso sarebbe la seconda consigliera di dichiarata fede musulmana assieme a Gamal Ahmed, quarto più votato tra gli azzurri e all’esordio in consiglio, un debutto che condivide con Sara Battanello, Francesco Cuccarese, Diego Giargiana (figlio dello storico assessore Giuseppe) e Mario Manzella.

RITORNI E DEBUTTI Guardando alla civica Lab27029, è un ritorno in consiglio quello di Barbara Verza, che era stata eletta per il Pd (all’opposizione) nel primo governo Sala, tra il 2010 e il 2015; è un debutto invece per Ezio Brigliadori, Cristiano Primiceri, Giuseppina Labagnara (tutti e tre medici, come il neo sindaco), Simone Restelli e Cristiano Zatti. Probabile che qualcuno di loro (si fanno soprattutto i nomi di Verza e Brigliadori, dentista ma anche ex calciatore di buon livello e appassionato sportivo) possa ambire a un ruolo da assessore: nel caso, i più vicini al subentro sono Federica Boneschi e Antonella Arrigo.

LA MINORANZA In minoranza, il Partito democratico mantiene quasi tutto il suo blocco di rappresentanti, con Arianna Spissu (donna più votata in assoluto con 483 preferenze), il segretario cittadino Marco Vassori e il consigliere provinciale Alessio Bertucci certi di un seggio. Il quarto posto dovrebbe essere occupato dalla candidata sindaco Rossella Buratti: improbabile infatti che lei scelga di togliere l’unico scranno del Polo laico, viste anche le 559 preferenze personali raccolte da Luca Bellazzi. In caso Buratti scegliesse però di non proseguire il suo impegno all’opposizione, a entrare in consiglio per i dem sarà Daniela Tartaglia. Per il momento è fuori dall’assise Paola Carnevale, che assieme ai già citati Spissu, Vassori e Bertucci componeva il quartetto piddino con il quale si è conclusa la scorsa legislatura. Dopo 26 anni torna in minoranza la Lega, ufficialmente con un solo “cadreghino”.

LA LEGA A rigor di logica, Riccardo Ghia (uomo del Carroccio) entrerà di diritto come candidato sindaco della coalizione: la Lega avrà anche un altro rappresentante, il recordman di preferenze (649) Andrea Sala, che manterrà anche l’incarico di consigliere regionale. Prima dei non eletti, e a ora fuori, è Marzia Segù, ex vicesindaco e candidatasi come indipendente. A perdere il posto in consiglio è il giovane meloniano Andrea Filippo Zangirolami, esponente anche di Gioventù nazionale, secondo per preferenze dietro al certo e inamovibile Paolo Iozzi, che già rappresentava Fdi anche nello scorso mandato. L’ultimo seggio dell’opposizione è appannaggio di Furio Suvilla: la sua lista, Vigevano Futura, è di fatto un’emanazione di Futuro nazionale, il partito fondato da Roberto Vannacci. Di Suvilla, e del suo exploit (oltre il 14% al primo turno), si è tanto parlato in queste settimane anche sulla stampa nazionale: uno dei tanti fattori che hanno reso la città di Vigevano un vero e proprio laboratorio politico, destinato a rimanere nella storia amministrativa.

Alessio Facciolo

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