Siccità / Nel buio dei campi, sulle tracce dei ladri d’acqua

Di notte, la Lomellina cambia faccia: i colorati campi di mais e le risaie che riflettono il cielo lasciano spazio a un buio che inghiotte tutto ciò che ti circonda. Le alte piante che circondano le strade sterrate sembrano uscite direttamente da uno dei set della saga horror di “Halloween”, dove Michael Myers insegue con inquietante calma le proprie vittime dentro i più tipici labirinti di mais del “Midwest” statunitense. Con una macchina però gran parte dei problemi vengono risolti: le strade sono illuminate, anche se i fossi sono comunque facilmente confondibili con sentieri erbosi, le zanzare (a patto di tenere i finestrini serrati) non ti importunano e ti senti quantomeno al sicuro. Il percorso però è tutt’altro che semplice per chi vuole compiere un viaggio tra i campi risicoli situati al confine tra la Lomellina e il novarese a caccia di… ladri d’acqua.

MANGIATRICI D’ACQUA Insieme a un agricoltore vigevanese che ha terreni nelle campagne di Cassolnovo, che più volte ha chiesto «più controlli da parte di Est Sesia e delle autorità», siamo andati in giro per la Lomellina per capire come avvengano questi furti e, allo stesso tempo, vedere come vengono usate le idrovore di notte o al massimo di prima mattina, comunque quando nessuno può vedere. Già, le idrovore: Potenti sistemi di pompaggio, progettati per spostare enormi masse d’acqua in tempi rapidissimi e, laddove possibile, senza farsi vedere da nessuno. Sono le idrovore agricole: gli agricoltori le chiamano semplicemente turbine, e chi lavora nei campi ricorre anche a questi strumenti per “pescare” acqua dai terreni o dai campi in cui c’è disponibilità idrica. Soprattutto sono uno dei motivi alla base degli scontri tra gli agricoltori lomellini e quelli piemontesi. I primi infatti sostengono che alcune aziende piemontesi pescano acqua dai fiumi tramite potenti idrovore, a ritmi spropositati (anche 400 litri al secondo a fronte di un limite di 40 litri al secondo stabilito dalle Regioni), lasciando i canali lombardi completamente in secca. Il problema insomma non è tanto il ricorrere alle idrovore, quanto verificare quanta acqua venga prelevata da quest’ultime.

TANTI OSTACOLI Oltre al già menzionato pericolo dei canali “nascosti”, le strade sterrate mettono a dura prova il proprio stomaco, in particolare se l’avventura, come nel nostro caso, avviene dopo l’orario di cena. Come tre versioni dell’eroico Teseo, senza però il filo di Arianna a guidarci in questo labirinto (sostituito per l’occasione dalla ferrea memoria del nostro accompagnatore), ci siamo spinti nella calda e umida notte estiva a caccia dei ladri d’acqua, accompagnati passo per passo da spiegazioni e racconti gentilmente offerti dal nostro “Virgilio”. La nostra ricerca si è conclusa poco prima di mezzanotte, trovando finalmente una delle zone principali dove l’acqua viene sottratta ai fiumi che costeggiano i campi. L’arrivo sulla scena è stato paragonabile all’atterraggio tipico delle compagnie low-cost dopo essere arrivate lunghe sul pista d’atterraggio: un tuffo nel vuoto di un paio di metri, sempre a bordo del nostro fido destriero, seguito da un vero e proprio rally all’interno di un campo inutilizzato, perché già raccolto, fino alla montagnetta situata sulla sponda opposta.

furti acqua

L’IDROVORA Un volta scalato l’ultimo ostacolo, ci siamo trovati davanti all’oggetto incriminato, un’idrovora posizionata sul Naviglio Langosco, a pochi chilometri di distanza da Molino del Conte, rivelatosi però «legale e autorizzato in questa particolare zona, a differenza di altri modelli simili utilizzati abusivamente in altre terre dove Est Sesia riferisce che non si può prelevare acqua– racconta l’accompagnatore – e infatti è lì che nel pieno della notte questi dispositivi sono azionati e prontamente rimossi, in modo che nessuno se ne accorga. A volte di prima mattina mi capita di vedere tecnici di Est Sesia effettuare controlli, ma è evidente che chi preleva acqua abusivamente, è perfettamente a conoscenza di quando vengono effettuati i controlli da parte del consorzio irriguo. Bisognerebbe intensificarli, soprattutto di notte».

Edoardo Varese, Edoardo Zanichelli

Le ultime

Vigevano, rubate cinque bici da corsa nel magazzino di Dondè Racing Team

Furto di biciclette da corsa nel magazzino di Dondè...

Vigevano, riaperti stamattina i cancelli del parco Parri

Il parco Parri riapre finalmente i suoi cancelli. Dopo...

Vigevano, malore mentre gioca a padel: muore un uomo di 54 anni

Notizia in aggiornamento ore 13.20 Accusa un malore mentre gioca a...

Raddoppio, il commissario? È parcheggiato sulla scrivania

Il commissario per il doppio binario della linea ferroviaria...

Login