Siccità / Acqua, la sfida è conservarla

Ricorrere a invasi per favorire il più possibile l’accumulo di acqua e alla pratica della sommersione delle risaie per ricaricare la falda sotterranea.

PUNTARE SUGLI INVASI È la strategia proposta da Anbi Lombardia, l’associazione regionale che rappresenta e coordina i corsorzi di bonifica e irrigazione, per garantire risorse idriche ai territori in periodi di siccità: «Istituzioni e consorzi irrigui devono impegnarsi nel rendere più efficiente la rete idraulica esistente – spiega Alessandro Rota, presidente di Anbi Lombardia – allo stesso tempo, dobbiamo muoverci verso il recupero delle cave dismesse e la creazione di nuovi invasi di pianura, trasformandoli in una rete integrata di riserve strategiche, dalle quali potremo attingere nei momenti di criticità come quello che stiamo attraversando ora». Che nella fotografia di Anbi è caratterizzato da uno zero termico prossimo ai 5000 metri sulle Alpi, anomalie termiche positive che vanno avanti dalla terza decade di maggio, oltre a temperature massime superiori ai 40 gradi in alcune città del Nord Italia.

Rota presidente Anbi

SITUAZIONE CRITICA I principali corpi idrici settentrionali sono in sofferenza. La portata del fiume Po ristagna al di sotto dei valori minimi necessari a contrastare l’intrusione salina. In Lombardia, le riserve idriche risultano inferiori del 40% rispetto alla norma, soprattutto «a causa della scarsissima neve caduta durante l’autunno – continua Rota – e l’inverno. La neve avrebbe rappresentato un apporto fondamentale per i grandi laghi che, invece, si stanno svuotando rapidamente.

Per contrastare la crisi idrica, dobbiamo agire subito aumentando la nostra capacità di stoccaggio, mettendo a sistema ogni risorsa. In primo luogo dobbiamo ricorrere ai bacini idroelettrici alpini, coordinando i rilasci montani con i picchi della richiesta irrigua in pianura».

In pianura, la risposta strategica secondo Anbi passa «dal recupero delle cave dismesse. Strutture come queste, insieme alla transizione verso la microirrigazione, offrono risposte puntuali che dobbiamo mettere a sistema, confrontandoci con i vari consorzi irrigui della Lombardia. Penso anche a realtà come la Lomellina, che storicamente viaggia a sommersione e richiede un’attenzione mirata».

LA SOMMERSIONE Proprio per questo Rota propone un modello basato sulla sommersione, essenziale «per ricaricare la falda sotterranea a valle dei grandi laghi, un immenso serbatoio invisibile che deve essere protetto e regolamentato. Infine, sosteniamo la transizione tecnologica verso la micro-irrigazione nei campi, in modo da ridurre ulteriormente gli sprechi d’acqua e consentire agli agricoltori di avere quanta più acqua possibile da usare nei campi. Solo ottimizzando la transizione digitale e infrastrutturale potremo garantire la risorsa idrica. Ora più che mai, se vogliamo uscire da questa situazione, servono manutenzione, riduzione delle perdite, recupero dei canali, invasi compatibili con i territori, sistemi irrigui efficienti e monitoraggio costante».

Edoardo Varese

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