Arriva una boccata d’ossigeno senza precedenti per i cittadini e i commercianti di Vigevano. Con l’approvazione del nuovo Piano Economico Finanziario (PEF) per il quadriennio 2026-2029, la Tassa rifiuti subisce un vero e proprio taglio record: le utenze domestiche private vedranno la bolletta ridursi di oltre il 20%, mentre per le attività commerciali e le imprese la contrazione sarà del 12%. Ma cosa vuol dire in concreto per le famiglie vigevanesi? Una persona che vive da sola, per ipotesi in 50 metri quadri, dovrebbe spendere per il 2026 circa 105.8 euro, quasi 28 in meno rispetto al 2025. Una coppia che abita in 70 metri quadri dovrebbe ricevere una tassa di 185 euro circa, quasi 50 in meno, una famiglia di tre persone che vive in 90 metri quadri ne dovrebbe impegnare 247 per la Tari a fronte dei 312 odierni, una differenza di 65 euro. Infine un nucleo formato da quattro persone dovrebbe scendere a 317 euro, 82 in meno. In tutte queste simulazioni la riduzione si avvicina al 21%. Per le attività commerciali la riduzione è quasi sempre del 12.7% e ci sono delle categorie particolari per cui arriva al 74%
SINDACO E ASSESSORE Per il sindaco Paolo Previde Massara «la misura prevede uno sconto di sulla tassa dei rifiuti per tutti i nuclei familiari aventi diritto. L’agevolazione verrà applicata direttamente in bolletta agli utenti idonei. Un atto doveroso per alleggerire la pressione fiscale sulle famiglie vigevanesi aderendo all’agevolazione». Antonella Mairate, vice sindaco, con delega al bilancio e programmazione economica, spiega che «la riduzione è anche l’effetto di costi del personale che non sono stati riconosciuti e del bonus sociale. Certamente è un effetto tecnico particolare che non dipende dalla nostra amministrazione e di cui ovviamente non vogliamo prenderci i meriti». Va sottolineato, infine, per completezza informativa, che il frutto di tutto questo è maturato in particolare durante la precedente amministrazione.
SCELTA STRUTTURALE Non si tratta comunque di una manovra d’emergenza o di un bonus temporaneo, ma di un’operazione di riorganizzazione radicale dei conti pubblici. Il fabbisogno complessivo riconosciuto per la gestione dei rifiuti urbani scende infatti da quasi 11,95 milioni di euro del 2025 ai 10,54 milioni di euro del 2026, stabilizzandosi a livelli contenuti per tutto il quadriennio. Il tutto emerge dalla relazione specifica che illustra nei dettagli quella che potrebbe essere definita “l’operazione Tari”.
RISORSE FRESCHE Come è stato possibile tutto questo? Uno degli elementi importanti è stato il recupero dell’evasione fiscale, che porterà nelle casse comunali 317.371 euro nel solo 2026 e oltre 252.000 euro all’anno fino al 2029. Importanti anche i frutti del riciclo (+434.000 €/anno). Dalla vendita dei materiali riciclati e dai corrispettivi incassati dai consorzi di recupero (CONAI) arrivano infatti oltre 620.000 euro. Tutti questi elementi hanno permesso di restituire direttamente agli utenti risorse sotto forma di sconto sulla quota variabile della TARI.
UNA SCELTA A TUTELA Per il 2027, i complessi calcoli degli adeguamenti infatti avrebbero generato una differenza teorica di 87.879 euro oltre il tetto massimo consentito. Anziché chiedere deroghe per scaricare la cifra in bolletta, il Comune, si legge nella relazione tecnica, ha scelto di rinunciare formalmente a quell’importo, assorbendolo interamente a beneficio della collettività. Insomma, meno tasse ma servizi potenziati. Chi teme che il taglio delle tariffe possa tradursi in strade meno pulite verrà però smentito. Il Piano garantisce la totale copertura finanziaria per una serie di interventi migliorativi sul territorio: dal potenziamento dello spazzamento e lavaggio stradale in fascia notturna alle campagne di sensibilizzazione nelle scuole, fino al pieno riuso delle tecnologie digitali e dell’app Junker per facilitare la raccolta differenziata. Insomma, a Palazzo c’è soddisfazione e ottimismo. La morale che si evince è semplice: quando il rigore dei conti e la lotta all’evasione incontrano una gestione efficiente delle risorse, la sostenibilità ambientale può andare di pari passo con un concreto risparmio per le tasche di famiglie e negozianti.
Massimo Sala


