«Chi ha messo il sacco nero nel mastello? Una cosa è certa, questi rifiuti restano qui». L’operatore ecologico risale sul camioncino, che riparte a gran velocità.
È GUERRA Sono le cinque e mezzo del mattino e a Mede la Teknoservice sta facendo il giro della raccolta porta a porta dei rifiuti. Qui la “guerra dei sacchi neri” è ancora in corso. Tutto è iniziato dai primi di luglio, quando la ditta torinese incaricata della raccolta ha fatto sapere che a partire da quel momento i sacchi neri non sarebbero più stati ritirati. Sacchi che venivano usati soprattutto per l’indifferenziato, vale a dire il rifiuto “secco” destinato a essere bruciato nell’inceneritore, a differenza di carta, plastica e vetro che vengono invece riciclati. Per la tariffazione puntuale dei rifiuti, la Tarip, il conferimento del secco è ammesso solo tramite il mastello dotato di sistema tecnologico Tag Rfid, già distribuito da tempo alle famiglie, che consente di collegare ogni svuotamento al singolo contribuente.
L’uso del mastello – avevano spiegato nei mesi scorsi dalla ditta – sarà obbligatorio per tutte le famiglie e le attività produttive e commerciali. Non sarà più possibile conferire il secco residuo utilizzando il sacco nero, che non verrà più ritirato dagli operatori.
Il calcolo della tariffa sarà basato anche sul numero di mastelli esposti peril ritiro, come previsto dal regolamento comunale.
RACCOMANDAZIONI Per questo motivo, la Teknoservice e il Comune di Mede hanno raccomandato di esporre il mastello solo quando completamente pieno, poiché ogni svuotamento sarà conteggiato anche in caso di contenitore vuoto. Nonostante l’avviso, sono numerosi gli utenti che hanno continuato a esporre il sacco nero. Risultato: spazzatura accumulata nelle strade, proprio davanti alle abitazioni. «Nell’ottica di cercare sempre di migliorarci — commenta il sindaco Giorgio Guardamagna — è giusto evidenziare come nel 2025 la percentuale di raccolta differenziata a Mede si sia attestata al 77%, aumentando la quota del precedente anno del 5%. Siamo tra i Comuni virtuosi e questo ci deve soddisfare ma contemporaneamente spronare a fare ancora meglio. Una considerazione voglio però dedicarla a chi, ancora, è impermeabile ad ogni sollecitazione e persiste nell’abbandono selvaggio di rifiuti in paese e fuori, a chi ancora utilizza sacchi neri quando la pratica corretta richiede quelli trasparenti. Vogliamo capire che questi abbandoni ed errati conferimenti generano costi aggiuntivi, e che li paghiamo tutti insieme? Mettiamoci un pizzico di impegno e sentiamoci parte attiva e positiva di questa comunità: basta con questo sentirsi in potere di fare ciò che si vuole in dispregio delle regole che, davvero, non comportano poi tutto questo sforzo per seguirle. E davvero grazie ai tantissimi che, al contrario, sono rispettosi e concorrono a raggiungere il nostro bel risultato. Anche se qualche imperfezione si potrebbe imputare all’azienda, si fa comunque fatica a far passare in tutti gli abitanti l’idea di differenziare gli scarti. Da tempo abbiamo anche dotato tutti i nuclei familiari di appositi mastelli per il secco, spiegando che questo va chiuso in sacchi trasparenti, che permettano di vedere il contenuto. Chi usa il sacco nero, lo fa per poterci buttare dentro un po’ di tutto senza separare i materiali: così nell’indifferenziata si rischia di trovare anche umido, carta, vetro e plastica. C’è ancora la frangia irriducibile di quelli che pensano: “tanto bruciano tutto”. Questa è davvero una dimostrazione d’ignoranza. Intanto alcuni trasgressori sono stati già sanzionati».
Davide Zardo


