Scuola, arriva il bonus psicologo

La tutela della salute mentale e del benessere emotivo dei più giovani torna al centro dell’agenda scolastica nazionale. Con la riapertura dei termini lo scorso 15 ottobre, è ufficialmente ripartita sulla Piattaforma unica la presentazione delle domande per accedere ai voucher “AscoltaMI”. La misura, promossa dal Ministero dell’istruzione o in collaborazione con il Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi, mira a offrire un sostegno concreto e mirato contro il disagio giovanile, l’ansia scolastica e il fenomeno del bullismo.

IL PACCHETTO PSICOLOGO Il contributo – rivolto agli studenti dell’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado e del primo biennio della secondaria di secondo grado – permette di usufruire di un pacchetto fino a cinque colloqui gratuiti e riservati con psicologi accreditati, da svolgere in videoconferenza direttamente sulla piattaforma ministeriale. Una risposta concreta che si inserisce tuttavia in un dibattito politico e pedagogico quanto mai vivo. Se da un lato c’è chi invita a intervenire solo in presenza di criticità conclamate per non “psicologizzare” la didattica, dall’altro emergono proposte legislative per introdurre ore obbligatorie di educazione emotiva ed empatica curricolare con professionisti.

scuola sospensioni

I DIRIGENTI In questo scenario, tra misure nazionali e discussioni sul futuro della scuola, si inserisce la voce di chi vive la realtà scolastica e la gestione quotidiana dei ragazzi sul campo. Pietro Chierichetti, dirigente scolastico all’ Ic di via Anna Botto, sottolinea l’importanza e l’impatto di tali interventi. «Da anni abbiamo un servizio di sportello ascolto psicologico finanziato dal Comune per la scuola secondaria – spiega – al quale dal 2020 ho affiancato uno sportello finanziato dalla scuola aperto ad alunni, docenti e genitori su tutti gli ordini di scuola. Il Servizio Ascoltami del MIM è un’ottima iniziativa perché i ragazzi e anche i bambini hanno certamente bisogno di un supporto in questo senso». Chierichetti precisa inoltre che negli ultimi anni le fragilità sono aumentate, purtroppo costruite su ansie, debolezze educative e mancanza di valori e punti di riferimento. «Lo sportello psicologico – aggiunge – è un servizio che consente di intercettare le debolezze e aiutare le famiglie e i minori a trovare una via d’uscita o quantomeno ad allargare lo sguardo». Secondo il parere di Massimo Camola dirigente dell’Ic di via Valletta Fogliano «il dibattito sull’introduzione stabile di psicologi scolastici all’interno degli istituti, stimolato dalla recente proposta legislativa che prevede l’inserimento curricolare di ore dedicate e l’arruolamento di specialisti, apre a riflessioni importanti sulla gestione del benessere a scuola.

Sebbene non possa essere considerata la panacea di tutti i mali – aggiunge –, una simile misura potrebbe rivelarsi un prezioso strumento di alleggerimento e di concreta presa in carico del diffuso disagio giovanile che attraversa la nostra società.

 

Il dirigente Massimo Camola
Massimo Camola

Per Camola l’attuazione di un piano così ambizioso richiede di fare i conti con non poche difficoltà organizzative e logistiche. «Il reperimento di un numero ingente di professionisti richiede programmazione, mentre nella quotidianità degli istituti emergono piccoli ma significativi problemi legati alla gestione degli accessi, degli spazi e dei tempi nel corso della normale attività didattica. Trovare locali adeguati che garantiscano la necessaria riservatezza senza interferire con le lezioni rappresenta una sfida concreta per le scuole». Ecco perché, in questo quadro, un approccio equilibrato non può prescindere dalla valorizzazione di quanto già esiste sul territorio. «Si pensi, ad esempio, agli istituti di Vigevano, che già usufruiscono con profitto di uno sportello quindicinale di assistenza psicologica a cui gli alunni possono accedere su richiesta, previa autorizzazione e con il consenso delle famiglie, sovvenzionato dall’amministrazione comunale. Gli stessi istituti sono stati coinvolti in un progetto organizzato da Caritas e sponsorizzato dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano. Integrare e potenziare realtà flessibili di questo tipo – conclude – potrebbe rappresentare la chiave per rispondere efficacemente alle richieste dei ragazzi, coniugando l’innovazione del supporto psicologico con la sua sostenibilità».

Alberto Panzarasa

Anche per Alberto Panzarasa, preside del liceo Cairoli, quello dello psicologo tra i banchi è un servizio utile. «Sono positivo sull’introduzione dello psicologo a scuola – precisa il dirigente – È ormai una necessità vista la molteplicità delle situazioni con cui ci dobbiamo confrontare. Inoltre sarebbe un importante strumento per intercettare situazioni potenzialmente pericolose per tempo. AscoltaMI mi pare un ottimo inizio; noi da quest’anno abbiamo costituito come collegio docenti la commissione benessere che vuole proprio progettare attività che vadano a migliorare il benessere a scuola degli studenti». Stefania Pigorini, dirigente dell’istituto Omodeo di Mortara,dove da anni esiste un’assistenza psicologica per gli studenti, sottolinea che «l’adolescenza è una fase delicata della crescita, ma negli ultimi anni la fragilità dei ragazzi appare più evidente. Famiglie e adulti faticano sempre più a trovare gli strumenti per aiutare i giovani a riconoscere, accettare e convivere con le proprie fragilità». Anche secondo la preside di Mortara, il supporto psicologico esterno o la presenza di uno psicologo a scuola possono offrire ai ragazzi uno spazio di ascolto e un supporto professionale, accessibile e concreto. «È importante che interventi di questo tipo si inseriscano in una rete di lavoro condivisa tra scuola, famiglie e servizi del territorio. Ritengo che sia fondamentale non lasciare soli i ragazzi e aiutare anche gli adulti a individuare modi più efficaci per ascoltarli e accompagnarli nella crescita».

Isabella Giardini

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