Caramuel incontra Sor Juana

Un incontro di grande fascino culturale dedicato a due figure straordinarie del Seicento. È la conferenza “Contrappunto barocco: Juan Caramuel e Sor Juana Inés de la Cruz”, che si terrà sabato 6 giugno alle 10.30 nell’aula magna del Seminario vescovile di Vigevano. Da una parte il “vescovo geniale”, uno dei più rilevanti e poliedrici intellettuali dell’epoca; dall’altra una suora e una poetessa, una delle voci più importanti della letteratura messicana, che proprio da Caramuel trasse spunti e influenze.

DAL MESSICO Al banco dei relatori il professor Ricardo Pérez Martínez, docente e ricercatore presso la Universidad Nacional Autónoma de México, uno dei più importanti centri di studio dell’America Latina. Al centro dell’incontro, organizzato dall’Archivio storico diocesano, il tema dell’influenza esercitata dal pensiero di Caramuel sull’opera della grande scrittrice messicana, attraverso parallelismi, concordanze e dissonanze. Figura eclettica e visionaria, Juan Caramuel (dal 1673 al 1682 vescovo a Vigevano, dove ridisegnò il volto della città, progettando la facciata concava del Duomo e spostando il fulcro della piazza Ducale) fu matematico, teologo, filosofo, architetto del pensiero barocco europeo: un intellettuale capace di attraversare discipline diverse con spirito libero e anticonvenzionale. Sor Juana Inés de la Cruz, invece, è ricordata come la “Decima Musa” della letteratura ispanoamericana, monaca geronimita e straordinaria voce poetica della Nuova Spagna, simbolo della libertà intellettuale femminile in un’epoca dominata dal potere maschile. La sua opera, ancora oggi studiata in tutto il mondo, unisce poesia, filosofia, teatro e riflessione teologica in una lingua sontuosa, tipicamente barocca, dove convivono inquietudine, fede e sete di conoscenza. Molti studiosi vedono in lei una figura anticipatrice del pensiero moderno sull’educazione e sul ruolo delle donne nella cultura. L’incontro del 6 giugno promette dunque di essere non soltanto una lezione accademica, ma un viaggio dentro il labirinto luminoso del Barocco, tra Europa e America latina, tra filosofia e poesia, tra ragione e musica delle parole.

GLI STUDI Ricardo Pérez Martínez è uno degli studiosi più autorevoli del Barocco ispanoamericano. Messicano, originario di Jalapa del Marqués, nello stato di Oaxaca, ha conseguito la laurea in Lingua e Letterature Ispaniche presso la Universidad Nacional Autónoma de México, ottenendo successivamente un master in Letteratura Italiana all’Università di Bologna e un master in Letteratura Comparata all’Università di Strasburgo. Ha poi completato un dottorato in Studi Culturali presso l’Università di Bergamo e l’Universidade Federal Fluminense, grazie a una borsa Erasmus Mundus. Dopo un periodo come ricercatore  all’Istituto di Ricerche Filologiche della UNAM e come professore a tempo pieno presso la Universidad de las Américas Puebla, dal 2020 è ricercatore associato del Centro de Poética dell’Instituto de Investigaciones Filológicas della UNAM. Le sue ricerche si concentrano sulla poetica e sulla cultura barocca ispanoamericana. Diversi suoi studi sono dedicati direttamente a Juan Caramuel y Lobkowitz, soprattutto nell’ambito della poetica barocca, della retorica “obliqua” e della storia delle idee.

Davide Zardo

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