Primo film per Sarah Toscano

Quando la voce, e la sua assenza (o meglio, quella del senso con cui percepirla) diventa una forza. È un successo il debutto davanti alla macchina da presa di Sarah Toscano: la cantante vigevanese, classe 2006, può aggiungere anche la voce “attrice” al suo curriculum, che a soli 20 anni l’ha vista essere una promessa del tennis da giovanissima, vincere il talent Amici nel 2024 e partecipare l’anno successivo al Festival di Sanremo. Ora un nuovo step nella sua carriera professionale: dal 3 aprile scorso infatti è disponibile su Netflix “Non abbiam bisogno di parole”, prima volta della vigevanese alla recitazione in un film che, già dalla vigilia, si configurava essere un “caso mediatico” nel panormama cinematografico italiano.

Sarah Toscano

SENZA SENTIRE Oltre a raccontare, per prima volta in un film in Italia, il mondo delle persone sorde, “Non ho bisogno di parole” (adattamento della pellicola francese “La famiglia Bélier”), quello realizzato dal regista Luca Ribuoli fa un passo in avanti: nel cast non ci sono attori che si fingono sordi, ma artisti che lo sono realmente, come Antonio Iorillo, Emilio e Carola Insolera. «Con “Non abbiam bisogno di parole” – prodotto da Our Films, società del gruppo Mediawan, e PiperFilm in collaborazione con Circle One – abbiamo voluto alzare l’asticella nella rappresentazione mediatica e incoraggiare la creazione di storie con personaggi sottorappresentati in ruoli centrali e non stereotipati: persone a tutto tondo, con desideri, qualità, difetti e agency nella narrazione», spiega il regista Luca Ribuoli.

Si affida inoltre ad interpreti sordi, per rappresentare in modo autentico l’identità dei personaggi della storia: è fondamentale – sottolinea Ribuoli – riconoscere che la rappresentazione è ancora troppo esigua e occorre che l’intera filiera lavori congiuntamente per far fronte a un grave gap.

Sarah Toscano
Sarah Toscano

IL SOGNO Il film segna anche un’altra prima volta: quello della cantante e vincitrice di Amici 23 Sarah Toscano. Toscano interpreta Eletta, ragazza di sedici anni e l’unica persona udente della sua famiglia. Cresciuta assumendosi molte responsabilità come interprete quotidiana dei genitori e pilastro dell’azienda agricola di famiglia, rappresenta l’unico loro ponte con un mondo esterno che non è ancora inclusivo e accessibile. Protettiva e inizialmente schiva, scopre nel canto una voce che non ha mai potuto davvero usare. Quando la sua maestra di canto Giuliana (interpretata da Serena Rossi) la spinge a partecipare a un’audizione per una prestigiosa scuola di musica, il sogno si fa realtà, ma a un prezzo: la sua vocazione la costringe a scegliere tra il senso di dovere verso le proprie radici e il desiderio di costruire un futuro indipendente a Torino. «Studiare la lingua dei segni italiana è stata una grande sfida, ho fatto tre mesi intensivi di lezioni – racconta Toscano, che precisa – cantare è stato ancora più difficile: dovevo farlo non come Sarah, ma come Eletta, una ragazza che scopre la musica e non ha mai preso lezioni. Ho dovuto imparare a essere imprecisa». Un’esperienza che, alla giovane cantante, ha fatto nascere un sogno: «Mi sono innamorata del cinema e mi piacerebbe proseguire questo percorso».

Alessio Facciolo

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