“8XMille” per la Caritas a servizio dei poveri

I fondi dell’8 per mille destinati alle opere di carità nella diocesi di Vigevano sono suddivisi in molteplici servizi e progetti. Il contributo che questa risorsa importante mette a disposizione va totalmente a beneficio di chi è in situazioni di bisogno in maniera diretta e in maniera indiretta.

CONTRIBUTI NECESSARI Chiaramente palese il fatto che i contributi sono necessari e fondamentali affinché questi servizi continuino a essere una risorsa e una risposta sul territorio. Senza di essi molti servizi, purtroppo, non troverebbero quella necessaria sostenibilità. In maniera diretta, soprattutto, per tutte quelle fragilità e fatiche che abbisognano di un contributo diretto e immediato, tutta l’esperienza dei Centri di ascolto diocesano e del territorio dove è necessario rispondere in primis ai bisogni immediati, urgenti: per esempio il pagamento di alcune utenze piuttosto che situazioni di morosità affittuale o l’acquisto di alcuni prodotti alimentari e farmaceutici necessari in cui la classica “borsa spesa” non risponde al bisogno.

8xMille

RISORSA IMPORTANTE «E’ certamente una risorsa importante quanto mai necessaria – spiega don Moreno Locatelli, da diversi anni direttore della Caritas diocesana di Vigevano – in questa modalità di “risposta immediata”. Nella maggior parte dei casi non vengono erogati direttamente contributi alle persone bisognose, ma attraverso la Caritas diocesana e il suo ente gestore piuttosto che le Caritas delle unità pastorali o vicariali si risponde direttamente alla contribuzione necessaria al bisogno richiesto. Una seconda parte di questi contributi Caritas Vigevano li destina al tema dell’accoglienza a 360 °, da quella più strutturata dei cosiddetti “dormitori”: casa Josef come prima e seconda accoglienza maschile, casa Abramo terza accoglienza maschile, casa di Booz casa d’accoglienza al femminile per donne con minori». Proprio l’housing sociale

è un altro settore di contribuzione diretta per le persone bisognose di tale servizio: casa Hanna, casa della carità, gli appartamenti destinati ai corridoi umanitari, vicolo Cilea. Il villaggio di Casoni di Sant’Albino, poi, è una forma di housing rispondente ai bisogni di chi è nell’esperienza del post carcere.

GIOVANI Per quanto riguarda la parte del contributo “indiretto” sicuramente una voce importante e altrettanto necessaria dei progetti sostenuti dai fondi 8 per mille da qualche anno è destinata al mondo giovanile. «Tutta l’attenzione rivolta alla problematica della fragilità educativa-relazionale che i nostri giovani attraversano, in particolare dal tempo del Covid in poi – continua don Locatelli – è diventata più che mai evidente e presente sul nostro territorio, basti pensare alla fragilità Neet, solo per citarne una, che riguarda quei giovani che non studiano più ma non lavorano ancora. Sono indiretti, ossia non percepiti direttamente dalle persone fragili, perché la maggior parte dei finanziamenti serve per la realizzazione della risposta, ossia la capacità di mettere a disposizione competenze e professionalità necessarie per la presa in carico e il necessario accompagnamento di queste situazioni di fragilità».

IL LAVORO Altri due campi in cui il contributo risulta essere fondamentale sono quelli legati ai progetti che si occupano di lavoro, come tutte quelle progettualità che provano a restituire, soprattutto a chi è fuori mercato, la possibilità di guadagnarsi con dignità da vivere. «Un ultimo spazio in cui i progetti 8 per mille sono strumento di promozione della persona – conclude don Locatelli – è quello legato al mondo della grave marginalità, vale a dire a tutte quelle situazioni di bisogno anche estremo per cui solo Caritas prova a dare delle risposte il più possibile dignitose. È la logica della comunità inclusiva , “affinché nessuno resti indietro”, quella che Caritas, organismo pastorale della Diocesi con prevalente funzione pedagogica, mette in atto per la presa in carico della delle situazioni di fragilità e di povertà. In questo modo pone in atto e prova a far risuonare, attraverso la pedagogia dei fatti, la bellezza della testimonianza della carità come modo concreto di essere testimoni il più credibili possibili dell’amore di Dio».

Davide Zardo

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