Come sempre il tempo di Quaresima inizia con il racconto evangelico di Gesù tentato dal diavolo, lo Spirito lo conduce nel deserto dove affronterà la lotta con il nemico di sempre che, al di là di questi quaranta giorni, tenterà per tutta la sua vita di farlo cadere, fino sotto la Croce. Che speranza aveva il nemico di far cadere Gesù, l Figlio di Dio fatto uomo?
Non lo sappiamo, però è certo che questa lotta segnerà tutta la vita e la missione di Gesù, un attacco frontale e senza regole, se non quelle dell’astuzia, della mistificazione, dell’inganno, della seduzione, come di chi combatte una guerra che sa di aver perso; situazione che ha il potere di incattivire oltre ogni limite. Gesù che ha voluto essere veramente uomo, fino in fondo, lo è stato anche nella lotta per la vita che ogni essere umano è chiamato ad affrontare. È il cammino (lotta) che cerchiamo di percorrere per dare alla nostra esistenza senso e gusto, per vivere in pienezza la nostra capacità di amare. È la “sete” di infinito che è nel cuore di ogni uomo creato a immagine e somiglianza di Dio (1° lettura). E allora perché questo non succede, perché scegliamo il male? Come mai questo non è un cammino possibile e facile per noi? Perché oltre alla voce di Dio anche un’altra voce sollecita la nostra libertà ma in una direzione contraria:
quella che ci vuol far vedere il Creatore come un avversario di cui possiamo e alla fine vogliamo prendere il posto; Dio non è più l’Amico con cui chiacchierare alla brezza del mattino ma il nemico della nostra piena realizzazione.
Noi esseri umani non sopportiamo il limite e neppure chi ce lo ricorda (il comando di Dio), questa è la “grande tragedia” dell’umanità e la malizia del tentatore (facendo leva sul nostro desiderio di pienezza) distorce quella che è la condizione per una vera libertà e realizzazione di se (dell’albero in mezzo al giardino non potere mangiare) nella conseguenza dell’invidia di Dio nei nostri confronti (non vuole che siamo liberi ne pienamente realizzati). Gesù vero Dio ma anche e allo stesso tempo, vero uomo “entra anche per noi, per me, in questa lotta”, lo Spirito lo spinge e Lui non si tira indietro.
Torniamo alla domanda iniziale: poteva Gesù essere tentato? Si, e in “ogni modo eccetto il peccato” dice la lettera agli Ebrei; tentato più di noi e con più “diabolica determinazione” che vuole suggerire un modo più efficace e indolore di realizzare la missione che il Padre gli aveva affidato; questo a partire dalle tre tentazioni fondamentali: dell’avere (sassi in pane), del potere (i regni della terra) e dell’apparire (gettarsi dal pinnacolo del Tempio). Non ci deve stupire questo, chiunque sceglie il bene viene, tentato di abbandonare quella strada, strada che è indicata dalla “sapienza della Croce” che viene fatta apparire come stoltezza, fallimento, scandalo. Come risponde Gesù alla suggestione della bontà della disobbedienza? Stando nell’obbedienza, continuando a fidarsi, al di là delle apparenze, appoggiandosi alla Parola di Dio (risponde sempre citando quella). L’inizio della Quaresima ci ricorda dell’esistenza del male che nel nostro cuore e nel mondo vuole produrre i suoi frutti perché non la sottovalutiamo ma neanche ne abbiamo paura; Gesù ha vinto per Lui e anche per noi; Lui che ci insegna a smascherare gli inganni del nemico e che ci può rialzare ogni volta che cadiamo, che ci custodisce per la potenza del Suo amore Crocifisso.
don Paolo Bernuzzi, Vicario foraneo di Mortara



