La diocesi di Pavia si prepara a un momento che profuma di storia e di attesa. Sabato 20 giugno la città accoglierà papa Leone XIV in una visita che ha il passo lento e profondo del pellegrinaggio. Il cuore dell’arrivo batte attorno a Sant’Agostino, il grande padre della Chiesa di cui il Papa «si sente figlio e discepolo», come ha ricordato il vescovo Corrado Sanguineti. Un legame spirituale che trova casa nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, custode delle reliquie agostiniane, luogo in cui il pensiero diventa preghiera e la memoria si fa presenza viva.
TICINUM La visita del Pontefice non è solo un omaggio al santo di Ippona, ma un incontro con una città intera, con la sua Chiesa e la sua storia. Pavia, «ricca di una storia illustre e antica», universitaria, attraversata da una vivacità culturale che non smette di interrogare il presente e segnata dalla cura della salute in «poli sanitari di eccellenza e di comprovato valore», si offre come spazio di dialogo tra fede e vita, tra tradizione e futuro. Il programma sarà comunicato nelle prossime settimane, ma è già chiaro il senso profondo della visita: confermare una comunità «nella fede e nella testimonianza a Cristo». A nome dell’intera diocesi, il vescovo Sanguineti ha espresso «un vivo e sentito ringraziamento» al Santo Padre, sottolineando un’attesa che è insieme gioiosa e responsabile: «
lo attendiamo con animo grato e lieto, come figli e come discepoli.
Parole semplici, che dicono una disposizione del cuore prima ancora che un’organizzazione di eventi, perché l’incontro con il successore di Pietro, «guida e pastore di tutta la Chiesa», è anzitutto una grazia da preparare interiormente. In un tempo segnato da «violenze e guerre», la presenza del Papa a Pavia assume anche il valore di una testimonianza di pace, parola autorevole che attraversa le ferite del presente e invita a non rassegnarsi.
COLUI CHE VIENE L’acclamazione evangelica «Benedetto colui che viene nel nome del Signore» diventa così il respiro con cui la città si prepara ad accogliere il Pontefice, disponendo il cuore all’ascolto. La Quaresima, appena iniziata, offre il ritmo giusto: un «cammino di vera conversione», uno sguardo rivolto a Cristo signore e redentore. È questo, scrive il vescovo, «il modo più vero e più fruttuoso di preparare la visita del Santo Padre». Pavia, città di fiumi e di libri, di ospedali e di saperi, si prepara ad accogliere Leone XIV come si accoglie un ospite caro, con gratitudine e trepidazione. La città veglia, tra pietre antiche e parole sempre nuove, custodendo Agostino e attendendo il Papa, non come un evento da consumare ma come un incontro capace di lasciare traccia.
Davide Zardo



